Caso riaperto: "Positano fu investito"

FOGGIA – La Procura di Roma ha aperto una nuova inchiesta per omicidio colposo sulla morte del caporal maggiore Francesco Saverio Positano, il 29enne di Foggia che il 23 giugno del 2010 ha perso la vita in Afghanistan in seguito ad un incidente avvenuto nei pressi di Shindand, nel corso di una ricognizione. I dettagli sono stati resi noti dai genitori di Positano, nel corso di una conferenza stampa che si è tenuta stamani nella sala convegni della Confcommercio di Foggia, sul tema “Francesco è stato investito dal Buffalo - I risultati della perizia cinematica consegnata alla Procura di Roma dai genitori di Francesco Saverio Positano, il caporal maggiore degli Alpini morto in Afghanistan il 23 giugno 2010”.

Francesco Saverio Positano

FOGGIA – La Procura di Roma ha aperto una nuova inchiesta per omicidio colposo sulla morte del caporal maggiore Francesco Saverio Positano, il 29enne di Foggia che il 23 giugno del 2010 ha perso la vita in Afghanistan in seguito ad un incidente avvenuto nei pressi di Shindand, nel corso di una ricognizione. I dettagli sono stati resi noti dai genitori di Positano, nel corso di una conferenza stampa che si è tenuta stamani nella sala convegni della Confcommercio di Foggia, sul tema “Francesco è stato investito dal Buffalo - I risultati della perizia cinematica consegnata alla Procura di Roma dai genitori di Francesco Saverio Positano, il caporal maggiore degli Alpini morto in Afghanistan il 23 giugno 2010”.

Sono stati i genitori, Luigi e Rosa Positano, dell’alpino 29enne foggiano a marzo scorso a far riaprire le indagini per fare chiarezza sulla tragica morte del figlio Francesco, scrivendo una lettera al Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano. “Non abbiamo mai saputo la reale verità sulla morte di nostro figlio – hanno commentato i genitori – Francesco merita giustizia”. Forse questa dura e sofferta giustizia per il caporal maggiore Francesco Saverio Positano è arrivata.  Infatti proprio nel corso della conferenza stampa di oggi il risultato della perizia redatta da un ingegnere biomedico e depositato presso la Procura di Roma, che ha indagato alcuni militari per omicidio colposo, parla chiaro: “Francesco Saverio Positano è morto non per un malore naturale che lo ha fatto cadere dal convoglio fermo – così come sostenuto sin da subito dallo Stato – ma per un incidente avvenuto in fase di manovra dell’automezzo”. L’incidente avvenne durante un’attività di pattugliamento, con 4 veicoli della compagnia Genio in forza alla Task Force Centre lungo la strada di Herat. Francesco Saverio Positano morì – a quanto detto fin dall’inizio da parte dello Stato – perché perse l’equilibrio sul blindato, a causa di un malore e cadde. Il caporal maggiore urtò violentemente la testa per terra, evento che gli causò un trauma cranico e poi la morte.

I genitori del militare invece hanno sempre sostenuto che la morte del figlio non è avvenuta secondo tale dinamica ma che Francesco è morto a causa di una manovra – si presume sbagliata – del blindato. All’epoca dei fatti era già stata aperta un’inchiesta da parte della Procura di Roma, per capire le cause della morte del giovane foggiano, ma poco dopo fu subito archiviata. Oggi finalmente, con lo studio cinematico commissionato dai genitori esclude definitivamente l’ipotesi della “caduta accidentale dal mezzo militare fermo” e propende per una “dinamica più complessa quale l’investimento da parte di un veicolo a bassa velocità in fase di manovra” questo quanto emerso in conferenza stampa. Inoltre “E’ ragionevole – spiega l’ingegnere biomedico – ipotizzare che l’investimento sia avvenuto durante la fase di manovra di uno dei veicoli del convoglio mentre la vittima era scesa probabilmente per verificare le distanze o la situazione del mezzo”. Francesco Saverio Positano morì il 23 giugno 2010 lasciando oltre ai genitori la moglie con la quale viveva a Torino. Il caporal maggiore si era arruolato nel 1998 e prestava servizio nel 32° Reggimento Genio della brigata alpina Taurinense con l’incarico di guastatore, ed era giunto in Afghanistan il 19 marzo 2010, dove aveva già svolto due missioni delle sette che aveva all’attivo. La denuncia e la nuova perizia sono state incluse nel nuovo fascicolo di inchiesta che la Procura di Roma ha aperto “contro noti” con l’ipotesi di omicidio colposo proprio a seguito delle numerose istanze e sollecitazioni rivolte dalla famiglia del militare. “Vogliamo solo la verità – hanno spiegato Luigi e Rosa Positano, genitori di Francesco – non vogliamo che qualcuno sia a tutti i costi punito ma vogliamo solo sapere la verità sulla morte di nostro figlio, quella verità che fin’ora c è stata sempre negata e a cui invece riteniamo di avere diritto”.

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