Niente domiciliari: l'incendiario di auto passa da casa al carcere

Ordinanza della Cassazione per Mattia Mastro di Ceglie Messapica, 35 anni, cinque vetture bruciate il 27 gennaio e indagato anche per spaccio

CEGLIE MESSAPICA – La spuntano gli inquirenti: la Corte di Cassazione ha concluso che Mattia Mastro, 35enne del luogo autore di una catena di incendi dolosi a scopo ritorsivo, avvenuti poco dopo le 4 del mattino del 27 gennaio scorso a Ceglie Messapica, deve essere tradotto in carcere.

Beneficio della custodia cautelare domiciliare revocato, dunque: i carabinieri della stazione locale, che avevano concluso positivamente le indagini sugli incendi nel giro di meno di un mese, hanno eseguito subito l’ordinanza arrestando Mastro e trasferendolo nel carcere di Brindisi.

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Resta da individuare il complice di Mastro, che non fu possibile indentificare dalle videoregistrazioni perché pare non sia mai sceso dall’auto usata per il raid incendiario in cui, oltre alle due vetture prese di mira in via maresciallo Maggiore e in via Torino, ne andarono distrutte altre tre, mentre le facciate delle case vicine riportarono sensibili danni.

I due incendi divamparono a distanza di dieci minuti, attorno alle 4,20. Due auto erano parcheggiate in via Maresciallo Maggiore e tre in via Torino. In questo caso le fiamme, partite da una Fiat 500 danneggiarono l'ingresso di un laboratorio fotografico e la facciata della palazzina accanto.

Foto distributore Eni Agip di Cisternino (4)-4

Il tempestivo intervento dei vigili del fuoco, avvertiti da alcuni residenti, permise di circoscrivere i due roghi. I primi ad arrivare furono i pompieri del distaccamento di Ostuni, i quali chiesero poi il supporto dei colleghi di Francavilla Fontana. Mastro fu arrestato il 20 febbraio successivo: tutti i suoi spostamenti erano stati ricostruiti pazientemente dai carabinieri di Ceglie Messapica, dalle stazioni di servizio dove fu prelevata la benzina, ai luoghi degli attentati.

Mastro era già nel mirino dell’Arma soprattutto per la sua attività di spacciatore di sostanze stupefacenti: era stato fermato con dosi di coca nell’ottobre del 2018, e poi ancora l’1 febbraio del 2019 e da allora era sotto indagine: infatti nei primi giorni del maggio 2019 i carabinieri della stazione di Ceglie lo hanno arrestato nuovamente su ordinanza di custodia cautelare in relazione allo spaccio. Quindi la storia della droga si intreccia con quella degli incendi.

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