Castello di Oria, restauri contestati dal Comune. Ma a lavori già finiti

ORIA – Lavori illegali al Castello di Oria? “In assenza di permesso a costruire e con variazioni essenziali dal permesso di costruire”, così sarebbe stato realizzato, secondo l'Ufficio tecnico del comune federiciano, il restauro al famoso maniero. Nuovo braccio di ferro tra il Comune di Oria e la famiglia Caliandro-Romanin proprietaria del castello dopo l'ordinanza emessa in seguito ai sopralluoghi effettuati nel mese di maggio dai tecnici del municipio e dalla polizia municipale. Mittente: l’Ufficio tecnico del comune. Destinatario: Isabella Caliandro, legale rappresentante della Borgo Ducale, società proprietaria del maniero. Secondo i rilievi diversi lavori effettuati durante il restauro sarebbero viziati da variazioni essenziali rispetto al permesso a costruire. O, addirittura, in totale assenza di quest’ultimo.

La piazza d'armi del castello restaurato

ORIA – Lavori illegali al Castello di Oria? “In assenza di permesso a costruire e con variazioni essenziali dal permesso di costruire”, così sarebbe stato realizzato, secondo l'Ufficio tecnico del comune federiciano, il restauro al famoso maniero. Nuovo braccio di ferro  tra il Comune di Oria e la famiglia Caliandro-Romanin proprietaria del castello dopo l'ordinanza emessa in seguito ai sopralluoghi effettuati nel mese di maggio dai tecnici del municipio e dalla polizia municipale. Mittente: l’Ufficio tecnico del comune. Destinatario: Isabella Caliandro, legale rappresentante della Borgo Ducale, società proprietaria del maniero. Secondo i rilievi diversi lavori effettuati durante il restauro sarebbero viziati da variazioni essenziali rispetto al permesso a costruire. O, addirittura, in totale assenza di quest’ultimo.

L’ordinanza, molto dettagliatamente, specifica una lunga serie di presunte irregolarità (17 i punti contestati per cinque distinte aree): dal piazzale interno, al nucleo abitato, dal parco al cortile tra il castello e il monastero di San Benedetto. L’ordinanza parla anche di modifiche di prospetto, tra cui spiccano le aperture di due finestre assolutamente non previste dai permessi rilasciati nel 2008 e nel 2009. Il documento, che ravvisa gli estremi di violazione alle norme urbanistiche, edilizie e di tutela dei beni culturali, ordina alla Borgo Ducale di sospendere immediatamente i lavori descritti.

Ma non finisce qui, dato che l’ordinanza, stranamente ancora assente dall’albo pretorio online del comune federiciano, costituisce anche una formale comunicazione di avvio del procedimento di repressione dell’abusivismo edilizio. Una vera e propria gatta da pelare, per la Borgo Ducale, dato che l’area su cui sorge il castello è sottoposta ad una lunga serie di vincoli, tra cui quello paesaggistico e quello archeologico. Eppure, da quanto sembrerebbe, i lavori sarebbero già stati ultimati da diversi mesi.

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