Latitante dal 2013, catturato sui tetti mentre si infilava in una botola

Salito alla ribalta delle cronache per la spirale di attentati e minacce ad imprenditori ed amministratori pubblici di Ostuni, sindaco incluso, stroncata dalla polizia con l’Operazione New Deal, e condannato per quei fatti (con altri tre soggetti della criminalità locale) anche in appello a quattro anni e due mesi di reclusione, Giovanni Basile aveva colto la prima occasione utile per eclissarsi dopo la cessazione della custodia cautelare, malgrado fosse sottoposto al vincolo della sorveglianza speciale

Giovanni Basile, la botola che stava usando per la fuga e il luogo dove era nascosto nel quartiere ottocentesco di Ostuni

OSTUNI – Salito alla ribalta delle cronache per la spirale di attentati e minacce ad imprenditori ed amministratori pubblici di Ostuni, sindaco incluso, stroncata dalla polizia con l’Operazione New Deal, e condannato per quei fatti (con altri tre soggetti della criminalità locale) anche in appello a quattro anni e due mesi di reclusione, Giovanni Basile aveva colto la prima occasione utile per eclissarsi dopo la cessazione della custodia cautelare, malgrado fosse sottoposto al vincolo della sorveglianza speciale.

BASILE Giovanni 1977-2Mancava all’appello dal marzo del 2013, sapeva che prima o poi il conto per una lunga serie di reati sarebbe arrivato, ma dopo aver trascorso un periodo di latitanza nell’Italia del Nord e in Spagna, paese dove aveva contatti con ambienti malavitosi, era tornato a Ostuni, nascondendosi con la famiglia in una casa del quartiere Ottocentesco alle spalle di piazza della Libertà.

Qui gli investigatori del commissariato di Ostuni lo hanno localizzato, e ne hanno studiato le abitudini, senza trascurare di esplorare e valutare tutte le possibili vie di fuga di Basile al momento del blitz. Così attorno alle 13,30 di giovedì la polizia ha dato il via al piano per la cattura del ricercato (nei confronti del quale erano state inoltrare nove richieste di mandato di cattura europeo), riuscendo a intercettarlo proprio mentre si infilava in una botola sui tetti di questa casbah forse meno nota del famoso Rione Terra della Città Bianca, ma costituita da un alveare di piccole abitazioni dai tetti comunicanti.

Qui il latitante Basile ha trascorso l'estate-2Era la strada per sfuggire ad una eventuale irruzione delle forze dell’ordine, che Giovanni Basile aveva scelto. Sarebbe bastato passare dalla casa dove era nascosto con i familiari, sui tetti e poi infilarsi nella botola in muratore che, attraverso una ripida scala, lo avrebbe portato nella dimora poco distante di un gruppo di extracomunitari, e da lì in strada, per lasciare il quartiere.

I poliziotti, che erano disposti sui tetti circostanti a quella che era l’abitazione di Basile, lo hanno bloccato proprio mentre stava infilandosi nella botola, ponendo fine alla latitanza del personaggio della criminalità locale nei confronti del quale pendono un cumulo pene di 13 anni e 15 giorni per fatti che vanno dal 2006 al 2013 (in quest’ultimo caso si tratta della violazione degli obblighi della sorveglianza speciale per la fuga), connessi a furti tentata estorsione, rapina aggravata, estorsione continuata, associazione di stampo mafioso, violenza privata. A ciò va aggiunto un anno per favoreggiamento personale nei confronti di un altro pregiudicato ostunese che nel 2008 gli aveva sparato, ferendolo agli arti inferiori.

Subito dopo la cattura, nel corso della perquisizione nella casa – nascondiglio dove Basile si era rifugiato dopo il ritorno a Ostuni e dove viveva con moglie e una figlia minore, il personale del commissariato della Città Bianca ha trovato un telefono cellulare con utenza spagnola che ora è al vaglio per ricostruire i contatti dell’ormai ex latitante. Non sono state trovare armi. Basile, al momento della cattura, non ha opposto alcuna resistenza.

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