In Posta col taglierino: 30mila euro

BRINDISI - Un bandito, un taglierino e 30mila euro di malloppo sono gli ingredienti di una rapina filata liscia come l'olio per un individuo a volto scoperto, che si è presentato attorno alle 9,30 odierne all'ufficio postale di piazza Vittorio Emanuele II, esattamente alle spalle della Capitaneria di Porto e a pochi metri dalla sede della Polizia postale. Ma dall'esterno nessuno ha notato alcunché, nè sono stati azionati segnali di allarme nella manciata di minuti necessari per consumare il colpo.

L'ufficio postale di via S.Francesco

BRINDISI - Un bandito, un taglierino e 30mila euro di malloppo sono gli ingredienti di una rapina filata liscia come l'olio per un individuo a volto scoperto, che si è presentato attorno alle 9,30 odierne all'ufficio postale di piazza Vittorio Emanuele II, esattamente alle spalle della Capitaneria di Porto e a pochi metri dalla sede della Polizia postale. Ma dall'esterno nessuno ha notato alcunché, nè sono stati azionati segnali di allarme nella manciata di minuti necessari per consumare il colpo.

Al momento dell'ingresso del rapinatore, c'erano solo un dipendente allo sportello che stava servendo un cliente, e il direttore nel suo ufficio sul retro. All'impiegato il bandito ha mostrato la lama affilatissima del cutter estratto da una tasca del giubbotto, ed ha obbligato la vittima a consegnargli tutte le banconote che erano in casa a disposizione per le operazioni di sportello. Poi, senza insistere molto e puntando la lama contro l'impiegato, il rapinatore si è fatto accompagnare sul retro senza trascurare - ovviamente - il cliente per evitare che questi uscisse a dare l'allarme.

Una volta di fronte alla cassaforte del piccolo ufficio postale, il bandito sempre minacciando dipendente e direttore, si è fatto aprire l'armadio blindato e si è impadronito di ben 30mila euro in fruscianti banconote, poi si è dileguato sempre a piedi. Quasi certo che vi fosse un complice in attesa non molto lontano, con un  mezzo di trasporto veloce come uno scooter o una motocicletta.

Le ricerche sono partite subito, impegnando pattuglei della Squadra mobile e della Sezione volanti della questura, mentre la segnalazione veniva diramata anche alle altre forze dell'ordine. Gli investigatori stanno esaminando ora videoregistrazioni ed identikit ricavati dalle testimonianze delle vittime, per fare in modo da giungere al più presto all'identificazione del responsabile.

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