Omicidio Capellone: la giustizia presenta il conto a Nicola Chirico

Condanna definitiva a carico del 51enne di San Michele Salentino per il delitto avvenuto nel novembre 2007 a Ostuni

SAN MICHELE SALENTINO – La giustizia presenta il conto a Nicola Chirico. Il 51enne, residente a San Michele Salentino, deve espiare la parte residua di una pena pari a 19 anni quattro mesi e un giorno di reclusione per l’omicidio di Cosimo Semeraro, detto "Mimmo capellone”, ucciso a fucilate nelle campagne di Ostuni, l’8 novembre 2007. 

La Corte d’Appello di Lecce ha condannato Chirico all’ergastolo per quel fatto di sangue, commesso con la complicità di altre persone, Chirico Nicola classe 1968-3tuttora ignote.  In primo grado Chirico era stato assolto dalla Corte d’Assise di Brindisi, mentre in secondo grado la sentenza è stata ribaltata.

Recentemente, il tribunale del Riesame aveva dichiarato in merito al processo per l’omicidio, l’inefficacia della misura della custodia in carcere per scadenza dei termini, rimettendolo in libertà, con applicazione dell’obbligo di dimora e di presentazione ai carabinieri. In relazione a questa condanna aveva già scontato in regime di custodia cautelare un anno, sette mesi e 29 giorni di reclusione.

L'iter giudiziario della vicenda adesso si chiude con l'emissione di un ordine di esecuzione per la carcerazione da parte della Procura Generale della Corte d'appello di Taranto. Il provvedimento restrittivo è stato eseguito dai carabinieri della stazione di San Michele Salentino. 

La rapina ai coniugi Scialpi

Chirico è stato anche condannato in doppio grado di giudizio alla pena di 12 anni e 10 mesi di reclusione per la brutale rapina a mano armata commessa insieme ad altre persone ai danni dei coniugi Scialpi, nell’aprile 2012. L’imprenditore e la moglie rientravano a casa da una cerimonia quando vennero fermati dai banditi, che si finsero militari della guardia di finanza. 

Il Suv della rapina a Cosimo Scialpi-2

I delinquenti picchiarono con violenza inaudita marito e moglie, alla quale fu diagnosticato un trauma cranico facciale, un trauma toraco-addominale, ed un ematoma sudurale. Il bottino fu di soli 500 euro. Subito dopo l’assalto armato i carabinieri ritrovarono l’auto utilizzata dal commando, una Volvo XC 60 di colore scuro, oltre a una rivoltella calibro 38, una pistola calibro 7,65 ed altra pistola calibro 40 tutte con matricola abrasa con i relativi proiettili.

Chirico fu incastrato da una traccia di Dna prelevata dall’airbag dell’auto, a seguito di comparazione con una traccia di Dna prelevata da una tazzina presa in un bar di San Michele Salentino solitamente frequentato dal 51enne. Per la rapina ai coniugi Scialpi è stato condannato, dopo i due gradi di giudizio, anche l’omonimo cugino di Nicola Chirico, residente a Brindisi. 

Dopo l’espletamento delle formalità di rito, Nicola Chirico è stato condotto nella casa circondariale di Brindisi, come disposto dall’autorità giudiziaria.

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