Confermato l'attacco alla nave greca

NEW DELHI – Mentre la diplomazia lavora intensamente ma senza forzare, e le famiglie dei due marò pugliesi Massimiliano Latorre e Salvatore Girone auspicano un rientro il più rapido possibile dei propri congiunti, l’International Maritime Bureau (Imb) della Camera di commercio internazionale (Icc) conferma, in una comunicazione alla Marina Militare italiana, che il 15 febbraio - lo stesso giorno del presunto tentativo di abbordaggio alla petroliera italiana Enrica Lexie - è stato attaccato dai pirati un cargo che si trovava a circa 2 miglia e mezzo dalla costa indiana e che il mercantile in questione è l'Olympic Flair, battente bandiera greca.

La Enrica Lexie

NEW DELHI – Mentre la diplomazia lavora intensamente ma senza forzare, e le famiglie dei due marò pugliesi Massimiliano Latorre e Salvatore Girone auspicano un rientro il più rapido possibile dei propri congiunti, l’International Maritime Bureau (Imb) della Camera di commercio internazionale (Icc) conferma, in una comunicazione alla Marina Militare italiana, che il 15 febbraio - lo stesso giorno del presunto tentativo di abbordaggio alla petroliera italiana Enrica Lexie - è stato attaccato dai pirati un cargo che si trovava a circa 2 miglia e mezzo dalla costa indiana e che il mercantile in questione è l'Olympic Flair, battente bandiera greca.

L'organismo internazionale, che si occupa del fenomeno della pirateria, conferma dunque il suo rapporto, che era stato reso noto e pubblicato due giorni fa: in esso si parla di un attacco da parte di pirati avvenuto alle ore 16.50 locali, a circa due miglia e mezzo dal porto di Kochi (dove si trova attualmente la Enrica Lexie). Nel report dell'ICC, in particolare, si fa riferimento a circa 20 persone che, a bordo di due imbarcazioni, avrebbero tentato l'abbordaggio di un tanker, rinunciandovi dopo che il personale della sicurezza della petroliera aveva fatto scattare le procedure d'allarme.

Nella segnalazione dell'ICC non compare il nome della nave coinvolta, che ieri però è stata identificata - sulla base di informazioni raccolte dallo stesso organismo e girate alle autorità italiane - nel cargo greco Olympic Flair. Stamani un portavoce della Marina Mercantile ellenica ha fatto sapere che nessuna nave mercantile battente bandiera greca è stata attaccata da pirati al largo delle coste meridionali dell'India negli ultimi giorni, ma l'ICC - in una comunicazione alla Marina militare italiana - ha confermato poco fa che la nave coinvolta nel tentativo di attacco di cui si parla nel rapporto è proprio la «Olympic Flair, battente bandiera greca».

Della nave viene dato anche il numero IMO, International Maritime Organization (8913966), cioè il codice che identifica univocamente ogni tipo di natante superiore alle 100 tonnellate. Il presunto attacco di pirati alla nave greca Olympic Flair, confermato dall'Icc, la Camera di commercio internazionale, ma smentito dal ministero della Marina mercantile ellenica, sarebbe stato comunicato - secondo fonti italiane vicine all'inchiesta - dal comandante alle autorità indiane, segnatamente la locale Guardia costiera e il Maritime rescue coordination centre. La notizia però non risulta sia stata diffusa ai media, nonostante la sua rilevanza visto che sarebbe avvenuto a sole due miglia e mezzo dalla costa.

Sebbene le autorità locali sapessero dell'attacco, non risulta - sottolinea la fonte - che la Olympic Flair sia stata interrogata dalla Guardia Costiera indiana, a differenza di quanto fatto con altri quattro mercantili che si trovavano nell'area: il Kamome Vittoria, il Giovanni (italiano), l'Ocean Breeze e, appunto, la Enrica Lexie. A tutti è stato chiesto se avessero subito attacchi da parte dei pirati e solo l'Enrica Lexie ha risposto affermativamente.

Un comportamento, viene sottolineato dalla fonte che segue le indagini, di «assoluta trasparenza», che mal si concilia con l'atteggiamento di chi, avendo fatto fuoco per sbaglio su una barca di inermi pescatori, avrebbe invece interesse a negare ogni anomalia. Lo stesso «spirito collaborativo» con cui l'Enrica Lexie ha aderito all'invito di recarsi nel porto di Kochi darebbe forza, viene ancora rilevato, all'ipotesi di estraneità all'incidente.

Le autorità del Kerala hanno deciso di formare una speciale unità investigativa chiamata Special Investigation Team (Sit) per condurre l'inchiesta sull'uccisione di due pescatori nell'incidente che ha coinvolto due marò italiani. Lo ha detto stasera il commissario della polizia di Kochi, Ajiit Kumar, ai media indiani aggiungendo che sarà lui stesso a guidare il team. Il tribunale di Kollam, competente per il caso che ha coinvolto i due marò, ha emesso oggi un ordine di perquisizione della petroliera italiana che si trova nella rada di Kochi.

Lo ha appreso l'Ansa da una fonte legale che sta seguendo il caso. Dalla stessa fonte legale l'Ansa ha appreso che la polizia intende sequestrare le armi e munizioni usate dal team anti pirateria italiano per condurre indagini più approfondite. Non è dato sapere per ora quando l'ordine sarà eseguito e la polizia potrà salire a bordo della Enrica Lexie che si trova a cinque miglia nautiche dalla costa indiana sorvegliata da unità navali indiane.

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