Gestivano stabilimento balneare senza permessi: sequestro e denuncia

Nonostante l'ordinanza comunale di sospensione dell'attività e di rimozione delle strutture utilizzate per la conduzione dell'attività ricettiva, hanno continuato a gestire lo stabilimento balneare

OSTUNI - Nonostante l’ordinanza comunale di sospensione dell’attività e di rimozione delle strutture utilizzate per la conduzione dell’attività ricettiva, hanno continuato a svolgere “le loro prestazioni di natura commerciale utilizzando, per parte di esse, opere e manufatti situati all’interno dello stesso stabilimento e privi dei necessari titoli concessori per la loro edificazione”.

Per questo uno stabilimento balneare situato sulla costa ostunese, in località Lido Morelli nel Parco delle Dune Costiere, gestito da una coppia di coniugi è stato sequestrato dalla Guardia di Finanza. L’intervento è stato operato, tra venerdì e sabato scorsi, dai militari della locale compagnia, diretti dal capitano Gerardo Chiusano e rientra in un’attività volta al contrasto del sempre più dilagante fenomeno dell’abusivismo nella gestione dei lidi balneari.

Nella struttura ricettiva in questione era anche prevista la somministrazione di alimenti e bevande ed, all’esterno, la conduzione di un parcheggio riservato ai clienti, tutto abusivo. I militari hanno proceduto al sequestro amministrativo dell’attività economica, segnalando entrambi al Comune di Ostuni per l’irrogazione delle sanzioni amministrative legate alla gestione, senza autorizzazione, dello stabilimento balneare e dell’attività di parcheggio. 

Inoltre, si è proceduto al sequestro penale delle strutture abusive, per questo è scattata la denuncia per aver violato le leggi in materia edilizia (agli artt. 10, 31 e 44 D.P.R. nr. 380/2001) la proprietaria del terreno e titolare dello stabilimento. “L’intervento operato dalle Fiamme Gialle rientra nelle attività tese a ristabilire un regime di equità a favore degli operatori del settore turistico che, operando continuamente nel rispetto delle regole, sono danneggiati dall’opera di concorrenza sleale posta in essere da attori economici scorretti”, si legge nella nota inviata dal comando provinciale della Guardia di Finanza di Brindisi.

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