Dopo la bancarotta volarono alle Canarie: estradati i coniugi Pescara

Reclusi da ieri presso il carcere di Rebibbia il 49enne Cristiano Pescara e la 47enne Isabella Gioia. A Las Palmas avrebbero costituito delle società con i fondi distratti dal patrimonio di aziende fallite

BRINDISI – Dopo il fallimento delle loro imprese sono andati a vivere nelle isole Canarie, dove con il fondo sottratto dal patrimonio delle società fallite, ne avrebbero costituite altrettante. Due coniugi brindisini, Cristiano Pescara, 49 anni, e Isabella Gioia, 47 anni, da ieri (giovedì 28 marzo) sono reclusi presso la casa circondariale di Rebibbia (Roma). La coppia era stata raggiunta da un mandato di arresto europeo emesso dal gip del tribunale di Brindisi ed eseguito dalle autorità spagnole, che hanno autorizzato la consegna a quelle italiane. Entrambi sono accusati dei reati di bancarotta fraudolenta ed autoriciclaggio. 

Le indagini, condotte dai militari della compagnia della Guardia di Finanza di Brindisi sotto la direzione del pm Raffaele Casto, sono scaturite dal fallimento di due società, operanti nel settore del commercio di abbigliamento e accessori, aventi sede in Brindisi e punti vendita (dei marchi Benetton, Sisley, Alcott, Primadonna Collection e Breckfielder) situati nelle province di Lecce e Brindisi. Da quanto accertato dagli inquirenti, i due imprenditori, ciascuno nell'ambito del ruolo ricoperto nelle società fallite, avrebbero causato il dissesto finanziario delle stesse ponendo in essere condotte fraudolente finalizzate alla distrazione di beni e disponibilità liquide dal patrimonio per un valore complessivo di circa 3 milioni di euro.

Gli indagati, per impedire la ricostruzione del patrimonio e dei movimenti d'affari delle imprese, avrebbero inoltre sottratto i libri e le scritture contabili, simulando il reato di furto delle stesse. Poi, con le somme distratte dal patrimonio di quelle fallite, hanno costituito altrettante società a Las Palmas de Gran Canaria in Spagna, capitale dell'arcipelago, località dove si erano trasferiti.  Una di queste è la Fargo Canarias SL (sociedad limitada), che ha come ragione sociale la gestione di negozi di abbigliamento, calzature e profumerie, intestata alla figlia, amministratrice unica dal 23 febbraio 2016 al 2 marzo 2018, quando è diventato amministratore unico il padre. Appurata l'irreperibilità sul territorio dello italiano, il gip del Tribunale di Brindisi ha quindi emesso, nei confronti degli stessi, un mandato di arresto europeo, eseguito dalle autorità spagnole. 

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Commenti (2)

  • Di norma chi pratica certi  "sport" se la svigna , armi e bagagli, in paesi dove non esistono possibilità di rogatorie, estradizioni e via discorrendo. E la storia della nostra repubblica delle banane è piena di tanti furbacchioni che , parafrasando il famoso film di Woody Allen, hanno preso i soldi e sono scappati. Ed oggi, sicuramente, se la stanno spassando. Questi due che fanno? Se la svignano in Spagna , paese EU dove esiste estradizione e mandato europeo. Forse credevano di essere come Cesare Battisti che per anni ed anni è stato protetto, coccolato, nutrito e mantenuto dalla Francia europea e democratica. Dovevano farsi prima una patente ideologica sinistrorsa e dintorni, magari gambizzare qualcuno e metterla che lo facevano per il "proletariato" e , chissà, avrebbero goduto non solo della protezione estera ma anche della "blandizia" dell'azione istituzionale italica . Fantapolitica? Chissà……..

  • Le vacanze a Rebibbia ve le offriamo volentieri noi.... Buona permanenza!

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