Consiglio regionale vota: Rollo incompatibile

BARI - Il Consiglio regionale si è espresso e con 26 voti favorevoli e 11 contrari ha stabilito che vi è incompatibilità per Marcello Rollo che dovrà ora scegliere, entro e non oltre 10 giorni, se conservare la carica.

Marcello Rollo

BARI - Il termine ora diventa perentorio. Il Consiglio regionale si è espresso e con 26 voti favorevoli e 11 contrari ha stabilito che vi è incompatibilità per Marcello Rollo che dovrà ora scegliere, entro e non oltre 10 giorni, se conservare la carica in seno alle assise o se invece restare alla guida dell’Asi.

Così è stato deciso a Bari, dove è stata quindi espressa condivisione rispetto alla linea del consigliere regionale Giovanni Brigante che aveva posto la questione. A nulla sono valse le memorie che Rollo, nei primi dieci giorni di tempo che gli erano stati concessi, aveva presentato all’ufficio di presidenza dell’assemblea. Per il Consiglio è incompatibile la doppia carica, non si discute. Bisogna quindi passare alle vie di fatto.

“Nulla di personale nei confronti del Presidente dell’Asi di Brindisi, lo vorrei ancora una volta precisare. Il sig. Rollo, primo dei consiglieri non eletti nelle file del Pdl e poi passato all’Udc, versa in una condizione di incompatibilità a ricoprire la carica di consigliere regionale. Rilievi di incompatibilità, che io ho sollevato al Presidente del Consiglio regionale Onofrio Introna, che l’Ufficio Legislativo regionale e l’Avvocatura regionale hanno confermato e che la maggioranza dei colleghi consiglieri regionali ha condiviso esprimendo in aula il voto favorevole" ha dichiarato il consigliere regionale de La Puglia per Vendola, Giovanni Brigante, intervenendo al dibattito in Consiglio regionale in ordine alla causa di incompatibilità tra la carica di consigliere regionale con quella di Presidente dell’Asi, del sig. Rollo.

"Ho chiesto che sia applicata la legge regionale n. 2/2007 e del decreto legislativo 39/2013. La legge regionale 2/2007 - spiega Brigante - chiarisce che “i Consorzi sono enti pubblici economici per l’infrastrutturazione e la gestione di aree produttive di particolare rilevanza regionale”, la Regione ne riceve “i Piani e il Bilancio” ed “esercita il controllo sul Programma triennale di attività, sul Piano economico e finanziario”.
Inoltre, “in caso di gravi e persistenti irregolarità di gestione, la giunta regionale delibera lo scioglimento degli organi del Consorzio e provvede alla nomina di commissario.

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Il decreto legislativo 39/2013, invece, stabilisce l’incompatibilità tra incarichi nelle pubbliche amministrazioni e negli enti privati in controllo pubblico e la cariche di componenti di organi di indirizzo politico. 
All’articolo 13 è spiegato che gli incarichi di presidente e amministratore delegato di enti di diritto privato in controllo pubblico sono incompatibili con la carica di assessore o consigliere regionale". “Rollo, dunque, - conclude Brigante - in questo momento è il controllato e controllore”.

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