Contrabbando su nave militare dalla Libia a Brindisi, sei arresti

La Procura e la Guardia di Finanza chiudono il cerchio sul caso che vede coinvolti membri dell'equipaggio di nave "Caprera" e un ufficiale di Tripoli

Una foto di nave Caprera

BRINDISI – Sei arresti al termine di un’indagine del Nucleo di Polizia economico-finanziaria della Guardia di Finanza di Brindisi, su delega del procuratore aggiunto Antonio Negro e dei pm Giuseppe De Nozza e Alfredo Manca, avviata il 16 luglio del 2018, sul trasferimento di un carico di 774 chili di sigarette di contrabbando e di uno stock di farmaco “Cialis” per mezzo di una nave della Marina Militare italiana, il mototrasporto costiero “Caprera”, utilizzata come supporto tecnico alla marina libica per un periodo di circa quattro mesi nell’ambito dell’Operazione Nauras contro il traffico di migranti nel Canale di Sicilia.

Chi sono gli arrestati

In carcere è finito l’ufficiale Marco Corbisiero, 44 anni, originario di Torino, mentre per gli altri cinque indagati il giudice delle indagini preliminari ha disposto gli arresti domiciliari. Si tratta di un ufficiale della marina libica, Hamza Mohamed Ben Abulad, 39 anni, di Tripoli; di tre membri dell’equipaggio di nave “Caprera”, Roberto Castiglione, 47 anni, di Taranto, Antonio Filogamo, 44 anni di Villaricca, Napoli, Antonio Mosca, 41 anni di Mesagne (Brindisi); infine c’è il militare che era alla guida del furgone che fu utilizzato per trasferire sigarette e Cialis dalla base di Brindisi della Marina Militare a quella di Taranto, Mario Ortelli, 40 anni, di Napoli.

La collaborazione della Marina alle indagini

Il procuratore capo di Brindisi, Antonio De Donno, sottolinea che “le indagini preliminari si sono giovate, altresì, per tutta la durata del loro svolgimento, della pronta, fattiva e leale collaborazione di ciascun livello di comando della Marina Militare Italiana di volta in volta interessato, e dell’Ambasciata Italiana di Tripoli”. Va anche ricordato che nelle prime fasi la vicenda ha visto l’intervento dei carabinieri del nucleo in servizio al Comando Marina di Brindisi, che fermarono un membro dell’equipaggio del “Caprera”, il quale in borsone aveva infilato varie stecche di sigarette, e della Capitaneria di Porto che effettuò la prima perquisizione a bordo assieme alla Guardia di Finanza.

procura di brindisi-4

La storia ricostruita dagli inquirenti

Le ipotesi di reato ascritte a vario titolo ai sei indagati sono quelle di contrabbando pluriaggravato di tabacchi lavorati esteri e di farmaco Cialis di provenienza estera, d’imbarco arbitrario di merci di contrabbando sulla nave militare “Caprera”, di peculato d’uso, di istigazione alla corruzione, di corruzione per atti contrari ai doveri dell’ufficio e di falso ideologico.

La parte giudiziaria della vicenda prende le mosse dalla conclusione della missione Oms Ex Nauras svolta dal mototrasporto costiero “Caprera” nel porto di Tripoli dal 31 marzo del 2018 sino al successivo 12 luglio, durante cui Marco Corbisiero aveva rivestito - dal 13 ottobre del 2017 al 6 maggio del 2018 - il ruolo di ufficiale tecnico della Marina Militare a capo del team che doveva provvedere al ripristino dell’efficienza del naviglio ceduto dall’Italia alla Libia per il potenziamento del contrasto all’emigrazione clandestina verso l’Italia, le famose motovedette passate alla guardia costiera del governo di Fayez al Serraj. La nave a fine missione fece rientro alla Stazione navale di Brindisi il 15 luglio 2018.

Il video delle sigarette sequestrate

Fu quel giorno che i carabinieri che effettuano compiti di polizia militare nella base della Marina fermarono un membro dell’equipaggio del “Caprera” con un notevole quantitativo di sigarette di contrabbando, dando inizio alle attività di accertamento. Nel frattempo, con un furgone della Marina, il carico principale e il farmaco erano stati traferiti alla base di Taranto dove, presume il giudice delle indagini preliminari, doveva essere oggetto di vendita tra il personale in servizio. Ma non si può esclude anche che tabacchi e Cialis dovessero poi ripartire per altre destinazioni.

Il comando provinciale della Guardia di Finanza a Brindisi

All’imbarco a Tripoli delle sigarette e del farmaco, secondo le ipotesi di reato, avrebbero collaborato l’ufficiale libico, il Ben Abulad, Corbisiero, Filogamo, Mosca e Castiglione. Sempre secondo la Procura di Brindisi e il gip, l’ufficiale tecnico aveva provveduto a costituire la somma necessaria all’acquisto in Libia delle sigarette e del Cialis “mediante fatturazioni per operazioni in tutto od in parte inesistenti poste in essere nel contesto dell’acquisto, da parte dello Stato Italiano, dei beni e dei servizi necessari al ripristino dell’efficienza del naviglio ceduto dall’Italia alla Libia per il potenziamento del contrasto all’emigrazione clandestina verso l’Italia.”

La società destinataria della somma era libica, la Altikka for Service, riconducibile sostanzialmente, annota la Procura brindisina, all’ufficiale della guardia costiera di Tripoli ritenuto l’interlocutore e controparte di Corbisiero nell’affare. Inoltre, sempre il Corbisiero si era preoccupato di comprare il silenzio del personale che avrebbe inevitabilmente assistito allo sbarco del carico illegale sulla banchina della base navale di Brindisi, distribuendo stecche di sigarette, prima di trasferire tutto sul furgone fatto arrivare da Taranto. Sul caso hanno indagato gli specialisti della Guardia di Finanza di Brindisi, al comando del colonnello Gabriele Gargano, e del capitano della Sezione tutela economia dello stesso Nucleo di Polizia economico - finanziaria, Agostino Taurino.

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