Controlli al Guna, il titolare: "Sono stufo"

BRINDISI - “Faccio questo lavoro per pura passione, sono riuscito a creare in questa città una vera e propria oasi". A parlare è Massimiliano Di Cicco, proprietario del Guna, uno dei lidi più in voga del Brindisino, situato a ridosso della riserva naturale di Torre Guaceto.

Massimiliano Di Cicco, Guna Beach

BRINDISI - “Faccio questo lavoro per pura passione, sono riuscito a creare in questa città una vera e propria oasi del benessere e della salute, direttamente sul mare e immersa nella natura, all'insegna dello sport, cerco sempre di migliorare, ma il comportamento dell'amministrazione e a volte anche di alcuni cittadini mi sta facendo quasi passare la voglia. Sono stanco dei continui controlli, stanco di dover costantemente dimostrare che è tutto in regola, in un posto dove, invece, l'abusivismo dilaga”. A parlare è Massimiliano Di Cicco, proprietario del Guna,  uno dei lidi più in voga del Brindisino, situato a ridosso della riserva naturale di Torre Guaceto e nell'unico tratto di falesia non interessato dall'ordinanza integrale di divieto di acceso per rischio di frana.

Nei giorni scorsi all'imprenditore hanno fatto visita gli agenti della polizia municipale di Brindisi che hanno riscontrato presunte irregolarità nel terreno agricolo adiacente il lido Guna Beach, di proprietà di Di Cicco. I vigili urbani hanno trovato “mezzi speciali da scavo intenti a movimentare terreno vegetale, la realizzazione, fronte mare di alcune palizzate e alcuni prefabbricati di significative dimensioni posti a servizio strumentale” del lido organizzato. Questi ultimi senza le dovute autorizzazioni comunali.

Di Cicco, però, è pronto a spiegare: “Il terreno interessato dai controlli è di mia proprietà, non fa parte dello stabilimento balneare, che ha una sua autorizzazione demaniale in regola. Il suolo è agricolo, posso anche comunicare le particelle catastali così chiunque può andare a controllare, la “movimentazione del terreno” riguarda l'installazione di un impianto di irrigazione destinato alla produzione di colture biologiche da utilizzare nella cucina del lido, per l'irrigazione, però, non mi risulta occorrano autorizzazioni. Le “palizzate”, invece, sono un recinto che sto installando per delimitare la mia proprietà e per il quale ho una regolare autorizzazione paesaggistica. Parte dei pali sono impiantati nel terreno sabbioso ma non ho invaso il suolo demaniale.

Esiste un confine che delimita la proprietà del privato con quella del demanio indipendentemente dal tipo di terreno in cui ricade. Quel pezzo di spiaggia rientra nel suolo agricolo di mia proprietà. I prefabbricati contestati, per i quali riconosco di non avere l'autorizzazione ma semplicemente per una questione di lentezza burocratica, invece, sono destinati uno al deposito delle attrezzature agricole per la coltivazione del campo e l'altro è destinato all'infermeria. Sono, però, rimovibili, possono essere smontati in qualunque momento. Per l'orto e per l'infermeria ho l'autorizzazione dell'Asl”.

Non ci sarebbe nessun abusivismo, quindi, anche se apparentemente può sembrare il contrario. Per questo gli agenti della polizia municipale sono andati a fare un controllo. Le segnalazioni sono giunte da alcuni cittadini. Probabilmente dai frequentatori della spiaggia libera. Il recinto installato da Di Cicco, infatti, sbarra l'accesso alla battigia: “Ma non sto infrangendo alcuna regola. Vicino al mio terreno è stato creato un parcheggio immenso dal Consorzio Torre Gauceto ma senza accessi al mare. Chi vuole raggiungere la spiaggia deve necessariamente passare dal suolo di mia proprietà. E se qualcuno si fa male di chi è la colpa?”.

Gli agenti della polizia municipale di Brindisi al momento hanno solo rilevato le presunte irregolarità, identificando il proprietario e “committente” delle opere, eventuali provvedimenti saranno presi in seguito.“Sono pronto a fornire le autorizzazioni per le due casette in legno ma per il resto non mi sento in difetto. Ho le carte che lo dimostrano. Sto solo cercando di creare un lido sempre più d'avanguardia con quello, però, che offre la natura. Di certo io non ho utilizzato il cemento, come, invece, è stato fatto in molte altre strutture pubbliche e private presenti sulla costa. Quelle, però, nessuno le controlla”.

 

 

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