Criminalità rurale, scoperto deposito

BRINDISI – La pista di una delle bande che battono le campagne del Salento, a caccia delle nuova, ricca refurtiva rappresentata da pannelli fotovoltaici, cavi elettrici, da aggiungere alle macchine agricole, ai mezzi da lavoro, all’olio e ai prodotti ortofrutticoli, ha portato stamani la polizia sino al deposito attiguo ad un complesso rurale lungo la statale 16 tra Brindisi e S.Pietro Vernotico. All’interno un furgone carico di attrezzi da lavoro e segnali stradali, un fuoristrada con al rimorchio una macchine cernitrice di olive, poi una vasta collezione di centraline elettroniche per automezzi, che vengono utilizzate per evitare l’immobilizzazione dell’auto o del veicolo pesante da rubare, e poi cavi in rame, uno stock di pannelli fotovoltaici ancora da installare, e anche un cavallo tenuto in condizioni igieniche pessime.

Centraline elettroniche di veicoli, passamontagna, pannelli fotovoltaici

BRINDISI – La pista di una delle bande che battono le campagne del Salento, a caccia delle nuova, ricca refurtiva rappresentata da pannelli fotovoltaici, cavi elettrici, da aggiungere alle macchine agricole, ai mezzi da lavoro, all’olio e ai prodotti ortofrutticoli, ha portato stamani la polizia sino al deposito attiguo ad un complesso rurale lungo la statale 16 tra Brindisi e S.Pietro Vernotico. All’interno un furgone carico di attrezzi da lavoro e segnali stradali, un fuoristrada con al rimorchio una macchine cernitrice di olive, poi una vasta collezione di centraline elettroniche per automezzi, che vengono utilizzate per evitare l’immobilizzazione dell’auto o del veicolo pesante da rubare, e poi cavi in rame, uno stock di pannelli fotovoltaici ancora da installare, e anche un cavallo tenuto in condizioni igieniche pessime.

Ma il personale delle squadre mobili di Brindisi e Lecce che ha effettuato la perquisizione, diretto sul posto dal capo della Mobile brindisina, Francesco Barnaba, ha rinvenuto anche alcuni passamontagna, segno evidente che la banda che utilizzava quel sito per parcheggiare la refurtiva agiva anche armata. Nessuna traccia, tuttavia, di pistole, fucili e munizioni, che certamente sono custoditi in  altro luogo. Nell’abitazione cui il deposito è collegato abita il brindisino Emio Longo di 36 anni, assente al momento della perquisizione (c’era solo la moglie). La polizia lo attendeva per interrogarlo.

L’immobile doveva essere anche la sede di un’azienda agricola, in passato. Il cavallo era stato rinchiuso in una stanza che recava sull’ingresso ancora l’etichetta “Ufficio”. All’interno solo letame, oltre alla povera bestia. Riguardo la refurtiva, invece, gli agenti di Brindisi e Lecce hanno rinvenuto un furgone cassonato verde con a bordo l’attrezzatura tipica di una impresa di lavori stradali, che ne aveva denunciato il furto a San Cesareo di Lecce il 12 dicembre. Poi un vecchio fuoristrada Toyota bianco con al rimorchio una moderna macchina cernitrice per la raccolta delle olive, furto avvenuto agli inizi del mese a Surbo.

Da qui è partita la pista investigativa che ha condotto la polizia sino al luogo perquisito oggi, ha spiegato il vicequestore Barnaba, il quale conferma come il pressing sulla criminalità rurale sia costante, per varie ragioni in più, a partire dalla minaccia agli impianti fotovoltaici legata al traffico clandestino del rame che costituisce l’anima dei cablaggi, oltre che al furto dei pannelli. Danni gravi, che recentemente avevano indotto un investitore di livello mondiale a minacciare di interrompere gli investimenti nell’area. E c’erano anche tracce evidenti dell’attività di furti di cavi elettrici, nel recinto degli immobili perquisiti, oltre che uno stock di pannelli fotovoltaici trafugato certamente in un magazzino. Attraverso i numero di serie sarà possibile – ha spiegato Barnaba – rintracciare la società che ne lamenta la sottrazione.

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E’ il secondo risultato rilevante ottenuto nel giro di alcune settimane nella campagne attorno a Brindisi, dopo quello dell’irruzione in un immobile disabitato tra il quartiere S.Elia e contrada Masseriola, nei pressi del Canale Patri, dove Mobile e Volante bloccarono un trasferimento di alcune tonnellate di rame, arrestando quasi tutta la banda.

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