Malore a scuola: bimbo subito soccorso con defibrillatore ma è ancora grave

Un defibrillatore lo ha strappato alla morte, ma versa ancora in gravi condizioni un bimbo di 12 anni che stamani è stato colto da un crisi cardiaca presso la scuola media "Publio Virgilio Marone" del Primo istituto comprensivo di Francavilla Fontana. Il piccolo è stato subito soccorso dal dirigente scolastico, Roberto Cennoma, dalla vice preside e da un professore di educazione fisica

FRANCAVILLA FONTANA - Un defibrillatore lo ha strappato alla morte, ma versa ancora in gravi condizioni un bimbo di 12 anni che stamani è stato colto da un crisi cardiaca presso la scuola media “Publio Virgilio Marone”  di via Barbaro Forleo, del Primo istituto comprensivo di Francavilla Fontana. Il piccolo è stato subito soccorso dal dirigente scolastico, Roberto Cennoma, dalla vice preside e da un professore di educazione fisica. 

Mentre era in corso l’ora di Inglese, l’alunno ha avvertito una fitta al petto, ha perso i sensi e si è accasciato cadendo sul pavimento, sotto gli occhi impauriti dei suoi compagni. La scuola era dotata di uno dei tre defibrillatori che nel dicembre del 2014 una ditta locale aveva donato ad altrettanti istituti scolastici francavillesi, grazie alla rinuncia al cenone di Natale da parte dei propri dipendenti. 

Il preside ed altri docenti avevano seguito un corso di primo intervento per apprenderne l’uso. E l’impiego dell’apparecchio si è rivelato provvidenziale, perché il cuore ha ripreso a battere ancor prima dell’arrivo di personale del 118. 

I paramedici hanno condotto il 12enne verso l’ospedale Camberlingo di Francavilla Fontana. Le sue condizioni erano ancora critiche. Nel pomeriggio, i medici hanno optato per il trasferimento verso un centro specializzato di Bari. Ma non appena l’ambulanza ha lasciato la struttura ospedaliera per raggiungere il capoluogo pugliese, il paziente ha accusato una nuova crisi cardiaca. 

Il bambino quindi è stato riaccompagnato al Camberlingo. Da qui, poco dopo, è stato trasportato presso l’ospedale Perrino di Brindisi. La situazione purtroppo è estremamente delicata. Serviranno una serie di accertamenti per chiarire il quadro clinico ed appurare l'eventuale sussistenza di danni al cervello dovuti alla carenza di ossigeno. Ma se non fosse stato per il defibrillatore, questa vicenda già stamani, con ogni probabilità, avrebbe avuto un tragico epilogo. 

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