Cumulo di pene: arrestato

OSTUNI - Nel 2009 da ladro si trasformò di colpo in rapinatore: con un cacciavite forzò la serratura di una “Fiat Cinquecento”, salvo poi aggredire con il medesimo arnese il proprietario della vettura, una volta scoperto. A distanza di due anni da quel fattaccio, Salvatore Sinatra (49 anni, origine siciliane ma residente a Ostuni) perde il beneficio dei domiciliari e pure quello dell’indulto: in esecuzione di pene concorrenti, dovrà scontare in carcere cinque anni e quattro mesi.

Il carcere di Brindisi

OSTUNI - Nel 2009 da ladro si trasformò di colpo in rapinatore: con un cacciavite forzò la serratura di una “Fiat Cinquecento”, salvo poi aggredire con il medesimo arnese il proprietario della vettura, una volta scoperto. A distanza di due anni da quel fattaccio, Salvatore Sinatra (49 anni, origine siciliane ma residente a Ostuni) perde il beneficio dei domiciliari e pure quello dell’indulto: in esecuzione di pene concorrenti, dovrà scontare in carcere cinque anni e quattro mesi.

Gli agenti del Commissariato di Pubblica sicurezza della Città bianca, coordinati dal Dirigente Francesco Angiuli, nella serata di ieri hanno infatti dato esecuzione al  provvedimento emesso dal Pubblico Ministero Nicolangelo Ghizzardi, Procuratore della Repubblica Aggiunto presso la Procura della Repubblica del Tribunale di Brindisi.

A carico di Sinatra risultano essere state comminate sentenze, passate in giudicato, per diversi reati: contrabbando, delitti contro l’assistenza familiare (tra il 1991 e 1999, riportando la condanna ad anni due e mesi cinque di reclusione), furti, furti aggravati, danneggiamenti, armi e rapina (tra il 2006 ed il 2009).

L’ultimo provvedimento di condanna, passato in giudicato, è la sentenza del 23 febbraio 2010, inerente appunto la rocambolesca rapina (con possesso di strumenti atti ad offendere) per la quale  il 27 agosto del 2009 fu tratto in arresto dagli stessi poliziotti, nell’ambito di un’azione investigativa lampo.

L’uomo fu sorpreso, nel cuore della notte, a forzare lo sportello di una “Fiat Cinquecento”. Beccato in flagranza dal proprietario della vettura (giunto sul posto appena in tempo ed in compagnia di alcuni amici a bordo di un’Audi A4)  Sinatra piuttosto che allontanarsi di gran lena, gli si avventò contro, armato di un cacciavite, costringendolo a scappare per evitare il peggio.

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Le indagini, avviate dalla polizia, giunta poco dopo sul posto, consentirono nel raggio di poche ore la cattura di Sinatra, che a sua volta si era dato alla fuga dopo aver sottratto dal cruscotto dell’utilitaria documenti e un mazzo di chiavi: refurtiva poi rinvenuta nell’abitazione dell’uomo, in contrada “Rosara”, a valle del centro storico. Condannato per quei fatti, dovrà ora espiare in carcere la pena residua.

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