Da Cellino al Nord, sulla via della coca

PADOVA - Emigrato al nord da alcuni anni, e a quanto pare con una attività principale, quella di trafficare in droga. Si tratta di Salvatore Arseni, 38 anni, di Cellino San Marco. In galera nel 2004 (esattamente nell'ottobre di quell'anno il giorno della cattura) con due compaesani ed un complice di Novoli, intercettato da uomini delle Squadre mobili di Bologna e Padova mentre trasportava un grosso quantitativo di cocaina, e ai domiciliari invece oggi nell'ambito dell'operazione Persicus condotta dai Carabinieri del Nucleo Investigativo del Comando Provinciale di Padova contro un gruppo di narcotrafficanti di cui faceva parte anche il figlio di un ex luogotenente di Felice Maniero, il capo della mafia del Brenta.

BrindisiReport.it 15 giugno 2012

PADOVA - Emigrato al Nord da alcuni anni, e a quanto pare con una attività principale, quella di trafficare in droga. Si tratta di Salvatore Arseni, 38 anni, di Cellino San Marco. In galera nel 2004 (esattamente nell'ottobre di quell'anno il giorno della cattura) con due compaesani ed un complice di Novoli, intercettato da uomini delle Squadre mobili di Bologna e Padova mentre trasportava un grosso quantitativo di cocaina, e ai domiciliari invece oggi nell'ambito dell'operazione Persicus condotta dai Carabinieri del Nucleo Investigativo del Comando Provinciale di Padova contro un gruppo di narcotrafficanti di cui faceva parte anche il figlio di un ex luogotenente di Felice Maniero, il capo della mafia del Brenta.

I carabinieri sono riusciti ad infiltrare due loro uomini nell'organizzazione, nel corso di una indagine durata due anni. Al centro c'è sempre la cocaina, e ci sono oltre ai fornitori sudamericani anche i Casalesi, che nell'affare avevano il compito di convincere coloro che non pagavano le partite di droga nei termini stabiliti. Arseni, in quest'ultima vicenda, francamente non sembra abbia svolto un ruolo di primo piano. Ma ecco la struttura dell'inchiesta condotta dalla Direzione distrettuale antimafia di Venezia, grazie anche "ad un proficuo rapporto di collaborazione con la Direzione Centrale per i Servizi Antidroga (Dcsa) di Roma" con cui è stato concordato l'impiego dei due carabinieri di Padova sotto copertura, soluzione che ha consentito di ricostruire con certezza la struttura di comando della banda di trafficanti.

Il pm Rita Ugolini ha ottenuto ordinanze di custodia cautelare dal gip Roberta Marchiori che accettano in pieno la qualificazione dei ruoli indicata dagli investigatori dell'Arma. Al vertice dell'organizzazione criminale c'era Massimo Trosa, 41enne residente a Cittadella, figlio di Salvatore Trosa, ovvero il braccio destro di Felice Maniero. Poi c'erano Gaspare Orazio Iraci, classe 1964, originario di Gela ma da tempo residente ad Abano Terme, con ruolo di custode di armi e droga nel locale infermeria dell'impianto sportivo "Casetta Michelino", un circolo ricreativo per anziani di Padova dove il siciliano svolgeva mansioni di custode.

Qui la cocaina e le armi giungevano dopo una prima sosta presso l'abitazione di Giuliano Vallese, 63 anni, residente a Masi, sempre nel Padovano. Seguono Francesco Ferrari, 59 anni; Luigi Sacramati, 62 anni; Romeo Giacon, 63 anni; Mario Angiolini, 51 anni; Giancarlo Colombari, 70 anni; Vincenzo Scardovi, 52 anni; Attalo Prandi, 62 anni; Davide Merlin, 39 anni; Giovanni Pinna, 64 anni, Marco Bortoloso, 41 anni e Gianluca Barbato, 37 anni, arrestato perché nel corso di una perquisizione domiciliare stamani è stato trovato in possesso di cinque chili e mezzo di marijuana. Arresti domiciliari invece per Davide Merlin, 39 anni, destinatario di misura degli arresti domiciliari ma arrestato in flagranza poiché, nel corso della perquisizione, è stato trovato in possesso di 40 grammi di cocaina, 6.000 euro in contanti, bilancino e materiale per il confezionamento dello stupefacente; il cellinese Salvatore Arseni, classe 1974, residente a Terrassa Padovana; Francesco Giora, 53 anni di Montegrotto Terme; Debora Lago, 38 anni di Cittadella; e infine Emanuele Volpi, 56 anni di Vigonza.

Vallese, Ferrari e Sacramanti costituivano la struttura portante della banda: trattavano sia con i fornitori colombiani che con gli acquirenti, stabilivano i prezzi e provvedevano agli spostamenti interni della cocaina e alla sua custodia. Gli altri avevano ruolo gregari. Probabilmente non di primo piano quello di Arseni, che un precedente come corriere della droga ce l'ha. All'inizio dell'ottobre del 2004 a Montegrosso Terme, in provincia di Padova, un'operazione condotta dalla Squadra Mobile di Bologna in collaborazione con quella di Padova consentì di catturare quattro salentini, tre dei quali originari della Provincia di Brindisi: Arseni, appunto, poi Oronzo Tondo, 38 anni, originario di Cellino San Marco, e Antonio La Marmora, 26 anni, originario di Mesagne, mentre il quarto era leccese, Fabio Morciano, nato a Novoli (Lecce).

I quattro, che sono accusati di detenzione di droga ai fini di spaccio in concorso, erano stati catturati qualche giorno fa, mentre sfilavano dal serbatoio di una Opel Vectra 2, 5 chili di cocaina purissima, nascosta nella benzina grazie a un rivestimento isolante. Gli agenti hanno sequestrato anche 8mila euro in contanti ritenuti provento dell'attività illecita.

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