"Dammi i soldi o muori"

BRINDISI - “Dammi i soldi o ti faccio fare la fine di quello di Taranto” (l'allusione era al vigilante Francesco Malcore assassinato il 19 dicembre scorso nella rapina al rione Tamburi ndr). Poi gli spari e il sangue in piazza Vittoria, di primo mattino dopo il tentativo d'assalto solitario alle poste centrali a scopo di rapina da parte del 37enne Giuseppe Maisto, pluripregiudicato, da un mese sparito da casa dove era agli arresti domiciliari. Sono circa le 7.30 quando il bandito, a volto scoperto, mette in atto il tentativo di rapina alle poste centrali di piazza Vittoria.

Giuseppe Maisto

BRINDISI - “Dammi i soldi o ti faccio fare la fine di quello di Taranto” (l'allusione era al vigilante Francesco Malcore assassinato il 19 dicembre scorso nella rapina al rione Tamburi ndr). Poi gli spari e il sangue in piazza Vittoria, di primo mattino dopo il tentativo d'assalto solitario alle poste centrali a scopo di rapina da parte del 37enne Giuseppe Maisto, pluripregiudicato, da un mese sparito da casa dove era agli arresti domiciliari. Sono circa le 7.30 quando il bandito, a volto scoperto, mette in atto il tentativo di rapina alle poste centrali di piazza Vittoria.

A quell'ora le guardie giurate dell'Ivri stanno per scaricare i soldi dal portavalori alla cassa continua delle poste, quasi 150 mila euro. I vigilanti effettuano la bonifica della zona e, sembrando tutto tranquillo, iniziano l'operazione quando spunta Giuseppe Maisto. Ha con sé un fucile semiautomatico calibro 12 pronto a sparare 5 colpi. Avvicina una delle due guardie giurate, la minaccia per farsi consegnargli i soldi. La guardia giurata lo riconosce, tenta di instaurare un dialogo, Maisto le strappa il sacco con i soldi e fugge.Viene subito raggiunto.

Nasce una breve colluttazione, e mentre sopraggiunge la seconda guardia giurata parte un colpo che la ferisce di striscio alla coscia destra: se la caverà con 15 giorni di prognosi. Il vigilante, nonostante sia ferito, si rifugia dietro le casette natalizie dei commercianti, allestite in piazza, sparando in aria 8 colpi, svuotando l'intero caricatore della pistola d'ordinanza nel tentativo di far arrendere il bandito in fuga, su cui nel frattempo piombano gli agenti della sezione volanti che lo ammanettano e lo disarmano definitivamente dopo un'altra colluttazione.

Sul posto convergono immediatamente oltre agli uomini guidati dal vice questore Francesco Barnaba, i carabinieri e la guardia di finanza. Alle spalle delle poste, in via Cesare Battisti, gli investigatori ritrovano l'auto a bordo della quale è arrivato Giuseppe Maisto, un'Alfa Romeo Twin Spark pronta per la fuga immediata mai avvenuta. All'interno della berlina ci sono parrucche, un taglierino, 13 cartucce per fucile calibro 12, carte d'identità false e diversi grammi di marijuana che vengono sequestrati. Maisto lievemente ferito ad una mano (dall'impugnatura del suo stesso fucile) viene arrestato su disposizione del pm Giuseppe De Nozza.Ma si pensa ci sia stato anche un complice, e si sta indagando.

L'arrestato risponde di tentato omicidio, tentata rapina aggravata, porto e detenzione di arma clandestina. Se il colpo fosse andato a buon fine sarebbe stato il più cospicuo messo a segno nelle settimane di Natale in provincia. Due minuti di puro terrore quelli vissuti in pieno centro a Brindisi – fortunatamente da pochi passanti - che non hanno avuto tragiche conseguenze solo per la grande professionalità dei vigilanti, entrambi di Brindisi, e il  meccanismo dei servizi di prevenzione e repressione disposti dal questore.

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