Demolisce auto sotto sequestro: assolto in Appello dopo la condanna per peculato

Assolto per tenuità del fatto dopo la riqualificazione del capo di imputazione un 45enne che in primo grado era stato condannato per peculato

SAN DONACI – Aveva provveduto autonomamente alla demolizione della sua auto sottoposta a sequestro, affidatagli in custodia giudiziale. In primo grado è stato condannato per peculato. Ieri la Corte d’appello di Lecce ha assolto per particolare tenuità del fatto, dopo la riqualificazione del reato, un commerciante di 45 anni di San Donaci, difeso dall’avvocato Rocco Vincenti. 

I fatti risalgono al maggio del 2015. L’iter giudiziario ebbe un percorso rapidissimo, se si considera che nel mese di ottobre dello stesso anno venne già celebrato il processo di primo grado con rito abbreviato. La Procura contestò al commerciante il reato di peculato poiché si ritenne che era un pubblico ufficiale. Il giudice, nonostante la richiesta dell’avvocato di alleggerire la posizione del suo assistito, riqualificando il capo di imputazione dal reato di peculato a quello di sottrazione di cose sottoposte a custodia, emise una sentenza di condanna a un anno e 10 mesi.

In secondo grado di giudizio, il legale del 45enne ha rilanciato la linea difensiva secondo la quale non si poteva contestare all’imputato il peculato, in quanto lo stesso era sì custode del veicolo (una vecchia Fiat Punto), ma ha in realtà agito come proprietario del bene. Non c’era, quindi, da parte sua, l’intenzione di appropriarsi della macchina come cosa non sua. 

La Corte d’appello dunque ha accolto la tesi difensiva, riqualificando il reato in sottrazione di cose sottoposte a custodia, con conseguente assoluzione per particolare tenuità del fatto. 

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