Torre Guaceto: in crisi la gestione della riserva, condizionata dalla politica

Eredità difficile quella arrivata nelle mani del Comune di Carovigno sul fronte del Consorzio di gestione di Torre Guaceto: sul piano economico bisogna fare i conti con 60mila euro in meno, su quello legale con un ricorso al Tar per la zona parcheggio. E resta ancora l'interrogativo sulla presidenza, visto che la casella è vuota

Torre Guaceto

CAROVIGNO – Eredità difficile quella arrivata nelle mani del Comune di Carovigno sul fronte del Consorzio di gestione di Torre Guaceto: sul piano economico bisogna fare i conti con 60mila euro in meno, su quello legale con un ricorso al Tar per la zona parcheggio. E resta ancora l’interrogativo sulla presidenza, visto che la casella è vuota.

Questa mattina il neo proclamato sindaco di Carovigno, Carmine Brandi (senza giunta sino a lunedì prossimo) ha cercato di sciogliere il doppio nodo, illustrando le azioni che l’amministrazione intende seguire avendo come obiettivo il riscatto di Torre Guaceto: “Sarò un cane da guardia, basta con le parole del centrosinistra e del Pd soprattutto”, ha detto nel corso della conferenza stampa.

“C’è bisogno di fatti perché di tempo ne è stato perso parecchio, basti vedere il ritardo accumulato a proposito delle trincee drenanti che sono in preventivo da tempo, eppure stiamo a zero. Mi permetto di ricordare che c’è un impegno che risale allo scorso 27 ottobre. Non va meglio se consideriamo la questione legata all’uso delle acque reflue”, ha detto ancora Brandi a proposito del problema dello scarico del depuratore di Bufalaria nel Canale Reale, che sfocia nell’area della riserva marina (ma il danno deriva dai depuratori di altri centri, obsoleti e inquinanti, in realtà).

Non è affatto semplice la situazione. Diventa ancor più complicata se si passa a verificare la disponibilità di ossigeno, vale a dire i finanziamenti in bilancio connessi alla posizione occupata nella classifica nazionale stilata dal Ministero: “Purtroppo siamo costretti a constatare che nell’arco degli ultimi due anni, siamo passati dal primo al tredecismo posto perché non sono stati raggiunti gli obiettivi che per il Ministero dell’Ambiente sono determinanti ai fini del riconoscimento dei fondi”, ha detto il primo cittadino di Carovigno.

“Mi riferisco alla capacità di gestione del Consorzio, allo stato dell’area protetta e alla possibilità concreta di attrarre risorse: considerando questi fattori, il Ministero ha fatto scivolare il Consorzio a metà della classifica nazionale, con la conseguenza che per l’immediato futuro siamo costretti a fare i conti con 60mila euro in meno”.

Non dispera Brandi. “La vera scommessa, quindi, è risalire la graduatoria e dimostrare di riuscire a lavorare bene presentando progetti validi al governo, sui quali ci metteremo subito al lavoro”. Sul tavolo c’è qualche idea, ma a quanto pare la priorità, non fosse altro che per le scadenze temporale, è per il contenzioso pendente davanti ai giudici del Tar di Lecce: c’è, infatti, il ricorso presentato dai proprietari del terreno sul quale viene organizzata l’area parcheggio in corrispondenza della stagione estiva, quest’anno partita lo scorso venerdì, con una tariffa scesa da cinque ore l’ora a quattro.

“Il 14 maggio scorso l’assemblea consortile ha deciso di affidare la gestione del parcheggio direttamente al Consorzio”, spiega Brandi. “C’erano, tra gli altri, il sindaco di Brindisi, Mimmo Consales e il rappresentante del Wwf. Da sindaco nei eletto avrei preferito che la decisione fosse stata assunta dal consiglio di amministrazione che, evidentemente, ha preferito non occuparsi della questione. Ad ogni modo. fermo restando la necessità di tutelare ogni singolo posto di lavoro, è stato deciso di provare a raggiungere un accordo prima di arrivare in udienza”.

Le parti si vedranno il 2 luglio prossimo, alla presenza dei rispettivi avvocati. Il tempo non gioca a favore.

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