Il difensore dei Vignola: "Si tratta di Cannabis legalmente prodotta"

L'avvocato Luca Marzio attende l'esito del test sul principio attivo: "Accertamenti già fatti a ottobre dalla Finanza"

CAROVIGNO – Circostanze che saranno presto chiarite davanti al giudice delle indagini preliminari, nel corso dell’udienza di convalida, perché spiega l’avvocato Luca Marzio, la marijuana sequestrata dai carabinieri della compagnia di San Vito dei Normanni, che ieri mattina hanno operato con i militari delle stazioni di Carovigno e Mesagne, proviene da una piantagione legale gestita da una azienda agricola di cui è amministratore Marco Vignola. Si tratta di Cannabis con un contenuto di  delta-9-Thc (acronimo del tetraidrocannabinolo, il suo principio attivo più importante) che rientrerebbe nelle norme di legge previste per gli utilizzi legali della stessa canapa indiana, da quelli terapeutici ai più disparati usi (anche alimentari).

Il difensore di Marco Vignola e del figlio Giuseppe, allenatore della squadra di calcio di Carovigno, è pronto ad esibire il verbale e le certificazioni relative ad una ispezione della Guardia di Finanza di Ostuni, con relative analisi effettuate in quella circostanza, avvenuta nell’ottobre del 2018 nella piantagione di Vignola, esiti che dovrebbero essere presto confermati – ritiene l’avvocato Luca Marzio – anche dai test che si stanno effettuando sia sulla Cannabis trovata confezionata in pacchi in diversi locali della palazzina di Carovigno di proprietà dello stesso Marco Vignola, che nei due contenitori trovati durante la perquisizione di ieri mattina al primo piano dello stabile.

In quella parte della palazzina, spiega il difensore delle due persone sottoposte agli arresti domiciliari, si trova la stanza occupata da Giuseppe Vignola, ma questo non vuol dire che il giovane possa essere messo in relazione con questa circostanza. Ad ogni modo l’avvocato Marzio precisa che quel quantitativo minore di derivato della Cannabis stava per essere spedito ad una azienda specializzata di Milano che è committente dell’azienda agricola di Marco Vignola, particolare dimostrabile con la documentazione commerciale attestante tale rapporto. “Giuseppe Vignola è un giovane assolutamente incensurato, uno sportivo serio e ossequioso della legge”, rimarca il difensore.

Quindi non resta che attendere – come del resto hanno fatto presente gli stessi carabinieri – l’esito delle analisi per stabilire la percentuale di Thc nelle partite di Cannabis sequestrate sabato mattina durante la perquisizione avvenuta nelle prime ore del mattino nell’abitazione di Marco Vignola, il quale a differenza del figlio è invece persona nota alla giustizia anche per i suoi trascorsi nel contrabbando e i rapporti con la criminalità organizzata di Mesagne, e che in questo periodo sta espiando una pena per fatti pregressi, con il beneficio dell’affidamento. Ma questo, rileva l’avvocato Luca Marzio, non c’entra con una attività di coltivazione di Cannabis ad uso industriale legalmente condotta.

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