“Droga dall’Albania, business da 14mila euro in due settimane”

Chiesto il processo per Teodoro Vindice, 53 anni, e Alessandro De Giorgi, 28, entrambi di Brindisi, e per 39 leccesi

BRINDISI – Nel Leccese Teodoro Vindice, 53 anni, e Alessandro De Giorgi, 28, entrambi di Brindisi, erano diventati “padre” e “figlio”, ma non sono neppure parenti. Sono imputati con l’accusa di essere stati fornitori di droga per un gruppo salentino ricostruito nell’inchiesta della Dda su un presunto traffico di sostanze stupefacenti in arrivo dall’Albania.

L’udienza preliminare

vindice teodoro 66-2Il sostituto procuratore Valeria Farina Valaori della Direzione distrettuale antimafia di Lecce ha chiesto il processo per i due brindisini, confermando le accuse mosse inizialmente. Accuse che il 26 novembre 2018 portarono in carcere Vindice (nella foto accanto), mentre De Giorgi rimase a piede libero in questo troncone di indagine, dopo essere stato destinatario di altra ordinanza di custodia cautelare.

La richiesta di giudizio è stata avanzata, oltre che per i due brindisini, per 39 leccesi. Già fissata l’udienza preliminare dinanzi al gup del Tribunale salentino, all’inizio del prossimo mese di aprile.

L’inchiesta e le accuse

Il pm ha esercitato l’azione penale a conclusione dell’inchiesta  tenuta a battesimo con il nome  Short Message, partendo da una serie di messaggi brevi via telefono, intercettati nel periodo delle indagini, in aggiunta a conversazioni per lo più ascoltate nell’auto in uso a Sergio Panarese, uno dei leccesi che spesso arrivava a Brindisi per incontrare Vindice, stando agli atti.

I brindisini avrebbero avuto il compito di “rifornire di eroina, cocaina, marijuana e hashish Panarese e Stefano Schirinzi, i quali si servivano di Simone Martella per il trasporto”, nel periodo di tempo compreso fra il 19 luglio e il 27 ottobre 2016.

Il business

Secondo l’accusa, i traffici di droga sarebbero stati tali da garantire agli indagati 14-15mila euro ogni due settimane. A Panarese è stato contestato il ruolo di promotore dell’associazione.

Accanto al canale di rifornimento di Brindisi, ci sarebbe stato quello gestito a Terlizzi. I brindisini, a loro volta, stando a  quanto contestato dal pm, avrebbero preso contatti con alcuni albanesi, per organizzare viaggi con gli scafi, avendo l’accortezza di farli partire a distanza di 15 minuti uno dall’altro. In tal modo, “si limitavano le perdite in casi di intercettazione delle imbarcazioni da parte delle forze dell’ordine”.

La difesa

Vindice respinse le accuse all’indomani dell’arresto, alla presenza del suo difensore, Daniela D’Amuri. Anche quella legata alla ricettazione di preziosi, ulteriore aspetto emerso nel periodo delle indagini delegate ai carabinieri: "Non traffico droga, qualche volta compro e vendo auto", disse al giudice per le indagini preliminari del Tribunale di  Brindisi, Stefania De Angelis che lo interrogò per rogatoria. "Solo per questo motivo ho avuto contatti con Panarese".
De Giorgi il 15 ottobre 2018 è stato condannato, con rito abbreviato, alla pena di nove anni, dopo la scoperta di droga del valore di centomila euro in un garage nel rione Paradiso. Venne ad aprile 2018 dagli agenti della Mobile di Brindisi, dopo la scoperta a ottobre 2017 di  più di duemila grammi di hashish, oltre mille di cocaina e di marijuana. Tutto nascosto in un box di pertinenza di un alloggio in una palazzina popolare che, secondo l’accusa, sarebbe diventato centrale per il confezionamento della droga, oltre che nascondiglio per una pistola.

Gli altri imputati

Richiesta di rinvio al giudizio del Tribunale anche per: Ivan Abate, 40 anni di Taurisano; Eleonora Baldassarre, 40, di Cavallino; Cristina Baglivo , 35 di Tricase; Francesco Bongiorno, 50, di Lecce; Eros Calabrese, 32 di Corsano; Antonio Calò, 47, di Lecce, detto il “Nano”; Rocco Ciullo, 23 di Morciano di Leuca; Donato Rosario Colona, 44, di Taurisano, alias “Zappa”; Antonio Coppola, 28, di Tricase; Roberto Corpus, 54, di Lecce; Dario De Angelis, 30, di Tricase; Dario De Luca, 43, di Lecce; Michela De Ruvo, 31 anni, di Terlizzi; Giambattista De Sario, 44, di Terlizzi; Roberto Dello Russo, 39, di Terlizzi; Emanuela Elia, 44, di Tricase; Paolo Ficco, di 40, di Terlizzi; Cristian Fortiguerra, 33, di Tricase; Luca Andrea Fratolillo, 34, di Tricase; Luca Frisone, 48 anni, di Lecce; Emanuele Grasso, 37, di Montesano salentino; Giuseppe Guglielmo, 44, di Miggiano; Alessandro Manni, 47, di Taurisano; Sergio Margoleo, 27, di Ugento; Simone Martella, 36, di Tiggiano; alias “Moto”.

Richiesta di processo anche per:  Andrea Melcarne, 24, di Alessano; Pasquale Nestola, 50, di Galatina; Donato Orlando, 34, di Tricase; Sergio Panarese, 35, di Tricase; Massimo Petracca, 41 di Castrignano del Capo; Cosimo Damiano Marco Piro, 49, di Taurisano; Nadia Pispero, 49, di Taurisano;  Simone Portaluri, 37, di Cutrofiano; Donato Angelo Rainò, 52, di Taviano;  Giovanni Rizzo, 51, di Taviano; Roberto Santo, 44, di Lecce; Salvatore Savarelli, 25, di Gagliano del Capo; Stefano Schirinzi, 33 di Tiggiano; Matteo Zocco, 23, di Corsano.

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