Droga dall'Albania: una tonnellata e mezza di "erba" trovata nel Brindisino

Nei giorni scorsi è stata sequestrata una tonnellata e mezzo di marijuana: circa 400 chili sono stati rinvenuti a S.Pietro Vernotico e hanno portato a due arresti, il resto in un casolare di Brindisi situato in contrada "Trullo"

BRINDISI – C’è un flusso continuo di droga dall’Albania verso il Salento, lo dimostrano i sequestri in mare e sulle coste operati dalle forze dell’ordine a cadenza quasi regolare che spesso si concludono con arresti di soggetti che fanno parte di vere e proprie organizzazioni criminali. Anche il Gruppo di Brindisi della Guardia di Finanza, diretto dal colonnello Tiziano La Grua sta lavorando sodo per arginare questo incessante traffico di stupefacenti. Il Salento anche in questo caso, così come avveniva per il contrabbando di sigarette, rappresenta il punto strategico di questo mercato illecito.

Nei giorni scorsi è stata sequestrata una tonnellata e mezza di marijuana, giovedì 10 novembre un sampietrano, Luca Sabetta, 37 anni, allevatore di lumache incensurato e un albanese Vezdhan Braimhaj sono finiti in manette perché trovati con quasi 400 chili di “erba”. Oltre una tonnellata della stessa sostanza, precisamente 1178 chilogrammi, invece, è stata rinvenuta in un casolare di Brindisi situato in contrada “Trullo”, alle porte di Tuturano, frazione del capoluogo. Quest’ultimo sequestro non è riconducibile ai due arrestati ma dimostra, ancora una volta, come c’è un incessante flusso di droga che arriva sulle coste salentine dall’Albania attraversando l’Adriatico.

IL VIDEO DEI RITROVAMENTI

Sono continue anche le segnalazioni di sbarchi che giungono alla sala operativa del 117. E’ chiaro che dietro a questi sequestri opera una grossa organizzazione criminale ed è anche chiaro che le forze dell’ordine sono a lavoro per smantellarla. Come è anche chiaro che c’è una forte richiesta di droga “leggera” che non proviene solo dal Salento ma che deve soddisfare consumatori forse di tutta l’Italia. Secondo i finanzieri, ad esempio, il camion pieno di droga trovato a casa di Sabetta condotto dall’albanese a cui il sampietrano aveva dato ospitalità, permettendo di parcheggiare il mezzo nel giardino di pertinenza della sua abitazione, era appena stato caricato.

Nel doppiofondo dell’autocarro c’erano 248 chilogrammi di marijuana, in casa di Sabetta 138 chili della stessa sostanza. I due, difesi dall’avvocato Francesco Cascione, sono stati ascoltati dal giudice per le indagini preliminari Maurizio Saso nell’ambito dell’interrogatorio di convalida dell’arresto ma non hanno chiarito la loro posizione rispetto al ritrovamento. Restano in carcere. Le attività della Guardia di Finanza tra Baschi verdi e Roan, invece, continuano e non è detto che non porteranno ad altri sequestri o arresti. 

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