Droga e bionde, indagato latitante da una settimana

Nessuna traccia di Ali Gockaj, destinatario di ordinanza di custodia cautelare: ricerche tra il Brindisino e l’Albania

BRINDISI – Inghiottito nel nulla. Inizialmente irreperibile, ora latitante ricercato tra il Brindisino e l’Albania, suo Paese di origine: Ali Gockaj è ancora libero, nascosto chissà dove, probabilmente con la complicità di qualcuno, dopo otto giorno dal blitz della Finanza Musa nera sul contrabbando di sigarette e alcol e sull’importazione di ingenti quantitativi di droga a bordo di gommoni.

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Il latitante

Anche Gockaj i pubblici ministeri Milto Stefano De Nozza e Francesco Carluccio hanno chiesto e ottenuto l’arresto in carcere, al pari degli altri otto finiti sotto inchiesta, a partire dal brindisino Luciano Pagano: è nella sua auto, una Lancia Musa di colore nero (nome dato all’operazione) che sono state ascoltate una serie di conversazioni dalle quali sono emersi i coinvolgimenti di sei brindisini e di un altro albanese. Gli arresti sono stati eseguiti l’8 gennaio scorso.

La misura della custodia cautelare in carcere è stata disposta dal gip anche nei confronti di un agente spedizioniere nel porto di Bari, Luisa Savoia di lecce, Giuseppe Lorè e Italo Lorè, fratelli, Luigi Spina, Nicola Magli e Keljant Llaka. L’unico a essersi sottratto al blitz è Gockaj, attualmente ricercato dai militari della Guardia di Finanza, tra Brindisi e il Paese delle Aquile, dove potrebbe essere riuscito a ottenere l’aiuto di qualcuno, tra familiari o altri nei cui confronti sono in corso accertamenti legati alle accuse mosse dai pm nell’inchiesta.

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L'accusa

Gockaj è accusato di aver importato dall’Albania ingenti quantitativi di sostanza stupefacente, marijuana in particolare, destinata alla piazza di Brindisi. Per il trasporto sarebbe stato scelto il mare, avendo la disponibilità di una imbarcazione lunga sei metri, dotata di motore fuori bordo da 225 cavalli, “condotta dai due albanesi”. Avrebbero caricato 477,5 chili di droga che i brindisini Lorè, Magli e Spina ricevevano e abbandonavano alla vista dei militari della Guardia di Finanza, per darsi alla fuga.

L’episodio è stato accertato la sera del 15 dicembre 2016, lungo la costa di Torchiarolo, in località Lendinuso. Parte del carico, pari a 436 chili, suddivisi in 33 involucri di cellophane, venne trovato e sequestrato nel portabagagli di una Renault Espace abbandonata durante la fuga. I restanti 41 chili rimasero all’interno dello scafo.

Nessuna indicazione utile su Gockaj è stata data dagli altri indagati in sede di interrogatorio di garanzia: si sono avvalsi della facoltà di non rispondere ad eccezione di Spina. Quest’ultimo si è limitato ad ammettere la conoscenza con i fratelli Lorè, spiegando di aver prestato loro il suo telefonino cellulare, senza però sapere chi effettivamente e per quale motivo lo ha usato. 

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