Due anni al trullaro che sparava in campagna con arma illegale

BRINDISI – Due anni di reclusione, pena sospesa, per avere voluto dare dimostrazione di abilità nel maneggiare il fucile. E’ accaduto al cegliese Franco Filomeno, artigiano trullaro, incensurato. Il collegio, presieduto da Giuseppe Licci, non ha ritenuto potesse essere accettata la buona fede dell’imputato, così come sostenuto dal difensore Vincenzo Vitale. E gli ha comminato una condanna severa, ben più tosta dei quindici mesi chiesti dal pubblico ministero Raffaele Casto.

BRINDISI – Due anni di reclusione, pena sospesa, per avere voluto dare dimostrazione di abilità nel maneggiare il fucile. E’ accaduto al cegliese Franco Filomeno, artigiano trullaro, incensurato. Il collegio, presieduto da Giuseppe Licci, non ha ritenuto potesse essere accettata la buona fede dell’imputato, così come  sostenuto dal difensore Vincenzo Vitale. E gli ha comminato una condanna severa, ben più tosta dei quindici mesi chiesti dal pubblico ministero Raffaele Casto.

Franco Filomeno rispondeva di detenzione e porto abusivi di un fucile da caccia e di spari in luogo pubblico. Dipendente di una impresa edile cegliese che ristruttura trulli, mentre lavorava con altri colleghi nelle campagne di Ceglie trovò un fucile da caccia. Un’arma arrugginita che però funzionava.

Da premettere che Franco Filomeno è un appassionato di caccia e possiede tre fucili denunciati ed è titolare di licenza per la caccia. L’avvocato Vitale nell’arringa lo ha ricordato. Sottolineando che non aveva certo necessità di quell’arma arrugginita e di sparare alcuni colpi con il rischio che gli esplodesse in mano.

Secondo i carabinieri, invece, Filomeno si mise a sparare con quell’arma probabilmente per dimostrare la sua abilità con le armi e la buona mira. Il rumore dei colpi attirò l’attenzione di una pattuglia che stava transitando che, arrivata sul posto, sorprese il trullaro che invece di impugnare la piccozza per smussare e squadrare le pietre teneva nelle mani il fucile. “L’ho trovato qui, tra le macerie del trullo di ricostruire” si giustificò Filomeno.

I carabinieri sequestrano l’arma e lo denunciarono. Il trullaro venne rinviato a giudizio. Dinanzi al tribunale si è difeso sostenendo la propria buona fede e dicendo di non aver sparato. Ma i colpi sono stati sentiti dalle forze dell’ordine. Oggi è stato condannato. Oltre ai due anni di reclusione gli è stata comminata una multa di seicento euro.

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