Due compleanni, uno in cella l'altro in spiaggia

FALCONARA MARITTIMA - Il nipote ha festeggiato il compleanno in carcere, il 19 agosto scorso. Lo zio, ieri, stava brindando con champagne in spiaggia vicino Ancona. Bollicine per la stessa ricorrenza: quarantuno candeline per Roberto Andriulo.

Il pm Milto De Nozza

FALCONARA MARITTIMA - Il nipote ha festeggiato il compleanno in carcere, il 19 agosto scorso. Lo zio, ieri, stava brindando con champagne in spiaggia vicino Ancona. Bollicine per la stessa ricorrenza: quarantuno candeline per Roberto Andriulo, latitante dai primi di luglio e nonostante ciò autore insieme al reo confesso congiunto, Giuseppe Di Bello, 34 anni, del colpo all’interno della gioielleria Giovi Gold messo a segno il 6 agosto scorso a Brindisi.

Il più anziano della coppia era sfuggito alla cattura ed è stato preso ieri sera in spiaggia dai carabinieri del Norm della compagnia di Brindisi, della compagnia di Ancona, della tenenza di Falconara e del Ros. Era con tre amici brindisini tutti con precedenti, che vivono lì e sono stati denunciati per favoreggiamento. Secondo gli investigatori lo ospitavano consapevolmente, insomma lo stavano coprendo. Andriulo è ritenuto responsabile di almeno un'altra rapina in zona, oltre che di un tentativo di assalto analogo agli altri due.

Li avrebbe messi a segno dopo aver fatto perdere le proprie tracce l’ultima volta, nei giorni seguenti alla violenta incursione pomeridiana nell’oreficeria del centro del capoluogo messapico, lì dove la proprietaria fu minacciata con una pistola alla tempia,spinta nel retrobottega e legata con fascette di plastica: “Non ci guardare in faccia” le avevano detto.

Le indagini dei carabinieri di Brindisi sono state brillanti, le ha coordinate il pm Milto Stefano De Nozza che già il 10 agosto aveva firmato il fermo di indiziato di delitto per entrambi i parenti – rapinatori, cosicché potesse subito iniziare la caccia visto l’incontestabile pericolo di fuga. Mai come stavolta sussiste il presupposto al fermo che è già stato convalidato per Di Bello. Andriulo che viveva in una comunità si era già dato alla macchia a luglio: ora, oltre al reato di rapina a mano armata e di sequestro di persona, il 41 enne cui hanno rovinato la festa i carabinieri risponde anche di evasione.

E gli investigatori sono convinti di potergli addebitare anche qualche altra malefatta: stanno passando al setaccio tutte le ultime rapine compiute in zona, vicino Falconara Marittima e Ancona. Mentre il più giovane Di Bello attende di risarcire perché il suo avvocato, Luca Leoci, possa formulare richiesta di patteggiamento, il cerchio si chiude. E il fattaccio del 6 agosto, almeno per la metà che riguarda Andriulo, non sembra affatto ispirato da disperazione, per lo meno non in considerazione della bottiglia di champagne con cui si alzavano i calici ieri sera.

La ricostruzione dei fatti è ormai chiara, anche alla luce della piena confessione resa da Di Bello che dinanzi al gip ha ammesso le proprie responsabilità (del resto non v’era altra strada, visto e considerato che gli indizi raccolti non lasciavano scampo) e ha spiegato d’essere arrivato a tanto a causa di gravissimi problemi economici.

I due, zio e nipote, avevano agito a volto scoperto, alle cinque del pomeriggio a due passi da piazza Vittoria. Erano entrati nella gioielleria e avevano fatto tutto con estrema calma, oltre che a volto scoperto. La donna però, nonostante le intimassero di non guardare, li aveva visti e li ha poi riconosciuti entrambi e quando i militari le hanno mostrato una selezione di foto segnaletiche, frutto di una scrematura fatta sulla base della descrizione fisica, è stata in grado di dare conferma agli investigatori.

A quel punto, visto il pericolo di fuga e considerato che le indagini avevano ormai assunto il coordinamento della procura di Brindisi, il pm Milto Stefano De Nozza ha disposto il fermo di indiziato di delitto per due. Tutto sistemato, prima della fine d’agosto, mese di ricorrenze per la famiglia Andriulo e Di Bello.

Ma c'è un'altra circostanza datata 19 agosto, e forse non era affatto una coincidenza. Quel giorno i carabinieri di Castelfidardo, in provincia di Ancona, hanno perquisito l'abitazione del 21enne Andrea Andriulo (che vive con i genitori), brindisino, rinvenendovi sostanze stupefacenti. Andrea Andriulo fu assegnato ai domiciliari dal pm di turno. Tuttavia il riserbo che circonda gli sviluppi delle indagini non consente di stabilire se vi siano relazioni tra i due fatti.

Potrebbe interessarti

I più letti della settimana

  • Carabiniere contromano, un morto e due feriti: arrestato

  • Cattivi odori dalla lavatrice: alcuni rimedi naturali per eliminarli

  • Incidente mortale sulla superstrada: lunedì i funerali del dipendente comunale

  • Falso allarme bomba: tribunale di Brindisi evacuato per due ore

  • Violento scontro fra auto e scooter a Brindisi: grave un 15enne

  • Temporali e scirocco: allerta meteo gialla per Brindisi e Salento

Torna su
BrindisiReport è in caricamento