Ecco i segreti del Postamat truccato

BRINDISI - E’ caccia alla banda di clonatori che aveva scelto lo sportello Postamat di viale Porta Pia, nel rione Santa Chiara di Brindisi, e vi aveva installato uno “skimmer” dispositivo in grado di memorizzare i dati altrui per poi procedere alla realizzazione di schede identiche alle originali. Si attende intanto di sapere se vi siano stati prelievi di danaro e se ci sono utenti che abbiano registrato strani ammanchi nei propri conti correnti.

La fessura della scheda Postamat truccata

BRINDISI - E’ caccia alla banda di clonatori che aveva scelto lo sportello Postamat di viale Porta Pia, nel rione Santa Chiara di Brindisi, e vi aveva installato uno “skimmer” dispositivo in grado di memorizzare i dati altrui per poi procedere alla realizzazione di schede identiche alle originali. Si attende intanto di sapere se vi siano stati prelievi di danaro e se ci sono utenti che abbiano registrato strani ammanchi nei propri conti correnti.

Il sistema collocato a Brindisi, non si sa da quanto tempo, era perfettamente funzionante e dotato di schede di memoria che avrebbero potuto contenere diverse ore di filmato. C’era infatti una telecamerina, posizionata in alto e puntata sulla tastiera, che doveva riprendere i clienti delle Poste nel momento in cui digitavano il codice pin, elemento indispensabile per utilizzare poi le carte riprodotte in maniera fedelissima a quelle rilasciate dalle Poste.

La scoperta è stata fatta dalla polizia ieri mattina, domenica 16 settembre, su segnalazione di un 36enne, che ha notato che c’era qualcosa di strano. In effetti all’interno della fessura per l’inserimento della carta c’era una mascherina, una sorta di guaina dotata di un circuito che riesce a riprodurre fedelmente i dati. La telecamera posizionata in alto,  hanno poi appurato gli esperti della Scientifica, era nascosta dietro una barra in ferro.

Le indagini sono affidate agli agenti della sezione Volanti della questura di Brindisi, diretti dal vicequestore Alberto D’Alessandro. Ritengono gli investigatori che ad agire sia stata una banda composta da persone specializzate, esperte di elettronica. Quel lavoro non può che essere stato realizzato da gente esperta. Essendovi poi numerosi altri passaggi da realizzare per ottenere una card clonata, è indubbio che vi siano diverse persone impiegate nel business che evidentemente produce buoni frutti anche nel Brindisino.

Potrebbe trattarsi di una organizzazione criminale straniera e va quindi accertato se vi siano state delle vittime in zona, e quindi se altrove siano stati già effettuati illecitamente dei prelievi a scapito di ignari risparmiatori, o se invece lo sportello Postamat fosse stato scelto per il debutto a Brindisi, territorio in cui si sono verificati dei precedenti che potrebbero essere ricondotti agli stessi autori.

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