Elezioni a Villa Castelli, indagati presidenti e segretari di sezione

VILLA CASTELLI - Cittadini stranieri ammessi al voto, pur non avendone diritto. Disabili, ammessi al voto, pur non allegando ai verbali i certificati elettorali. Verbali redatti male. Conteggi errati. Insomma, a Villa Castelli le elezioni furono un pasticcio, è quanto hanno stabilito le indagini avviate dalla procura brindisina, giunte finalmente a conclusione. Sono dodici i destinatari degli avvisi di garanzia indirizzati dal pm Pierpaolo Montinaro dopo la conclusione delle attività investigative affidate agli uomini della Digos, al comando del dirigente Vincenzo Zingaro.

Il sindaco Francesco Nigro

VILLA CASTELLI - Cittadini stranieri ammessi al voto, pur non avendone diritto. Disabili, ammessi al voto, pur non allegando ai verbali i certificati elettorali. Verbali redatti male. Conteggi errati. Insomma, a Villa Castelli le elezioni furono un  pasticcio, è quanto hanno stabilito le indagini avviate dalla procura brindisina, giunte finalmente a conclusione. Sono dodici i destinatari degli avvisi di garanzia indirizzati dal pm Pierpaolo Montinaro dopo la conclusione delle attività investigative affidate agli uomini della Digos, al comando del dirigente Vincenzo Zingaro.

GLI INDAGATI - Si tratta dei sei presidenti, e altrettanti segretari, delle sezioni elettorali della cittadina castellana, che ricoprirono il ruolo nella doppia tornata elettorale del 6-7 giugno 2009, in cui si votò per il rinnovo dei consigli comunale e provinciale, oltre che naturalmente per l’elezione del sindaco e del presidente della Provincia, quest’ultimo designato nel turno di ballottaggio del 21-22 giugno.

I nomi sono quelli di Giuseppina Nigro e Antonella Petronella (rispettivamente presidente e segretaria della sezione uno), Maria Santoro e Caterina Monetti (sezione due), Angela Chirulli e Maria Luisa Neglia (sezione tre), Cataldo Barletta e Graziella Almiento (sezione quattro), Maria Siliberto e Lucia Muolo (sezione cinque), Mario Barletta e Cira Inatteso (sezione sei). Resta l’incognita della sezione numero sette (presidente Immacolata Gianfreda e segretaria Angela Neglia), sulla quale pare siano ancora in corso ulteriori verifiche.

LA SITUAZIONE - Ma non è finita. Apparentemente al momento ci si trova in una situazione in cui da un lato la giustizia amministrativa propende per la validità dello spoglio, perché il Consiglio di Stato ha confermato in carica il sindaco eletto Francesco Nigro, mentre la procura della Repubblica rileva invece presunte e ripetute violazioni della legge elettorale compiute sul campo, cioè nei seggi. In realtà le cose non stanno così, perché il Consiglio di Stato si è pronunciato a suo tempo solo in sede cautelare, sospendendo la decisione del Tar che azzerava le elezioni. Mentre per il merito, il supremo organo della giustizia amministrativa è condizionato dell’esito di un giudizio per falso pendente davanti al giudice civile. A questo punto, la durata in carica di Nigro è una variabile che sfugge ai calcoli. Indubbiamente, avranno un peso anche le risultanze delle attività penali.

Infine, va rilevato che quella pervenuta a conclusione oggi – e i cui esiti però devono passare ancora al vaglio del gup, ed eventualmente di un tribunale – è uno spezzone di indagine che si basa sull’analisi effettuata dalla Digos sui registri delle sezioni elettorali e su altri riscontri. Manca invece la parte, tutt’ora in corso, della verifica sulla esistenza o meno di una committenza politica per i presunti reati attribuiti ai responsabili delle stesse sezioni elettorali, perché nessuno può pensare che essi abbiano agito autonomamente, nel caso sussista il dolo.

LA STORIA - Le indagini furono avviate a seguito dei ricorsi e degli esposti presentati, dunque sia in sede amministrativa che penale, dall’ex sindaco Vitantonio Caliandro e dall’intera lista civica al suo seguito, sconfitti nella competizione dal sindaco Francesco Nigro e dalla lista “Villa Castelli libera e solidale”.  Venti giorni di tempo per controbattere alle deduzioni del pubblico ministero, al termine dei quali lo stesso deciderà per la richiesta di rinvio a giudizio o l’archiviazione del caso.  Sulla base dell’indagine condotta invece in sede amministrativa, il massimo organo giurisdizionale in sede cautelare stabilì, come già detto, il rientro nell’esercizio delle proprie funzioni  dell’amministrazione comunale guidata dal sindaco Francesco Nigro. Pronunciamento emesso a febbraio scorso, dopo il temporaneo commissariamento del Comune successivo alla sentenza del Tar del 23 settembre 2009 che annullò il primissimo verdetto elettorale.  Il pm, intanto, non stabilisce, nemmeno in via ipotetica, se via stata colpa o dolo. Tutto quello che, al momento, sembra essere definitivo è che all’esito delle verifiche effettuate, lo svolgimento delle elezioni non fu regolare.  Se questo metta in discussione oppure no, la legittimità del governo cittadino, troppo presto per dirlo.

LE REAZIONI -  Esulta intanto il ricorrente-denunciante, Vitantonio Caliandro: “Ritengo che, tutti i nostri sospetti, comincino a prendere forma, insieme alla verità quella vera. Ci sono, adesso anche secondo la procura, tutti i presupposti di una violazione alle norme elettorali, aspettiamo gli ulteriori pronunciamenti da parte della magistratura nei confronti della quale nutriamo la massima fiducia”. Esultanza contenuta, doverosamente: “Chiaro che bisogna distinguere nettamente fra un avviso di garanzia, e il riconoscimento di una qualsiasi responsabilità, la differenza non ci sfugge. Di certo, possiamo solo continuare a dire quello che abbiamo detto fin dal primo momento: il risultato elettorale è falso, falso, falso”.

Di tutt’altro avviso, il sindaco Francesco Nigro: “E’ bene chiarire, intanto, una cosa tutt’altro che secondaria: che non di brogli si è trattato, ma di meri errori, che non legittimano nessuno a gettare fango né sullo svolgimento, né sull’esito delle competizioni elettorali nella nostra città. Ciò detto, il recapito degli avvisi di garanzia, è un atto rituale doveroso tanto quanto l’avvio delle indagini, dato che c’era stata una denuncia”. In conclusione, il sindaco aggiunge: “Fare il presidente è un compito assai difficile, lo sarebbe meno se fossero istituiti dei corsi di preparazione ad hoc, che attualmente non esistono. Ma soprattutto, sarebbe assai più semplice se il clima elettorale fosse sereno, e non gravido di veleni come è accaduto nel nostro paese”.  Dove, val la pena ricordarlo, si sono verificati anche alcuni attentati di oscura matrice.

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