Dopo San Vito e San Michele, anche Carovigno allacciata al depuratore

Stamani alle 11,30 circa è entrato in funzione il collettore di collegamento tra la rete fognaria di Carovigno e il depuratore circondariale di Bufalaria, nell'entroterra delle località costiere di Specchiolla e Pennagrossa

Nelle foto, il depuratore di Bufalaria

CAROVIGNO – Stamani alle 11,30 circa è entrato in funzione il collettore di collegamento tra la rete fognaria di Carovigno e il depuratore circondariale di Bufalaria, nell’entroterra delle località costiere di Specchiolla e Pennagrossa.  Era l’ultimo stralcio di un’opera che per varie ragioni, dalla problematica gestione del progetto inizialmente affidato a Carovigno come Comune capofila, poi commissariato dalla Regione, e negli ultimi anni affidato ad Aqp, sia per i soliti contenziosi amministrativi legati alla gara di appalto, sino ad errori tecnici in corso d’opera, ha richiesto poco meno di 40 anni per giungere quasi a conclusione. Manca infatti ancora l’allaccio delle marine di Santa Sabina, Pantanagianni e Specchiolla.

Tanto tempo è passato, infatti, dall’approvazione del progetto stesso da parte dei consigli comunali dei tre Comuni interessati, Carovigno, San Vito dei Normanni e San Michele Salentino, alla fine degli anni Settanta, all’evento odierno. Nei prossimi mesi si deve completare e collegare al depuratore di Bufalaria il collettore che unisce le tre marine sopracitate. La vasca di raccolta con le pompe di sollevamento è già pronta da tempo (purtroppo a poche decine di metri dal lungomare di Specchiolla). A quel punto si potrà affermare che il più è stato fatto: vale a dire chiudere per sempre con gli scarichi delle reti fognarie dei tre comuni nelle voragini carsiche, e liberare i centri turistici della costa dalla costosissima dipendenza dagli autospurgo.

Il depuratore di Bufalaria

A differenza dei reflui trattati dei Comuni di San Michele Salentino e San Vito dei Normanni, già allacciati al depuratore da circa due anni, il volume dei reflui provenienti da Carovigno, dopo il passaggio in depuratore, finirà nelle trincee drenanti realizzate nelle campagne a valle del depuratore, tra l’impianto di trattamento e la linea ferroviaria Bari-Lecce, invece che nella parte terminale del Canale Reale. Trattandosi di un depuratore diventato di ultima generazione dopo il revamping da parte di Aqp, le acque reflue potrebbero anche essere impiegate per usi irrigui. Ma il progetto prevede una condotta sottomarina dalla costa di Apani, più a sud dello stesso Canale Reale.

Al momento della rottura della membrana di separazione tra il vecchio collettore e l’allaccio al nuovo, cioè dell’entrata in funzione del collegamento con il depuratore circondariale, attorno alla “pozzetta 0” della linea, sulla provinciale Carovigno-Santa Sabina, erano presenti sindaco e giunta comunale, rappresentanti della sezione di Carovigno del Partito comunista, il partito che ha fatto costantemente pressing sino all’ultimo giorno per il completamento dell’opera, tecnici di Aqp e della società Passavant.

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