Esposto in Procura dei residenti di contrada Autigno: “No alla discarica”

Si oppongono alla riapertura del sito di del Comune di Brindisi e chiedono la chiusura di Formica

BRINDISI – Niente affatto contenti della possibile riapertura della discarica Autigno. Tutt’altro. I residenti della contrada in cui sorge sia il sito di proprietà del Comune di Brindisi, che quello della società Formica, hanno presentato un esposto in Procura per opporsi al dissequestro dell’area e chiedere la chiusura dell’altra discarica.

L’esposto

Avv. Francesco Monopoli-5I timori, mai sopiti, sono tornati a far sentire contestualmente al messaggio di saluto del commissario Santi Giuffré perché in sede di addio al Comune, è stata anticipata la notizia della richiesta della riapertura del sito di proprietà dell’Ente, bloccato dal mese di maggio 2015. La Procura ne ordinò il sequestro nell’inchiesta sull’inquinamento della falda. La bonifica sarebbe stata ultimata. Ma la circostanza non avrebbe alcun rilievo per le famiglie residenti nella zona.

“Siamo terrorizzati al solo pensiero di ipotetiche conseguenze sulla salute e sull’ambiente”, è scritto nell’esposto depositato nella mattinata di oggi dall’avvocato Francesco Monopoli del foro di Brindisi assieme al collega Giuseppe Durano.

“Siamo tutti proprietari di immobili adibiti a civile abitazione, acquistati con molti sacrifici. Fummo motivati all’acquisto perché all’epoca quella zona era ancora incontaminata, e soprattutto, essendo lontana dal centro abitato, ci dava la possibilità di godere dei benefici e della bellezza che quel territorio poteva offrire e garantire in maniera impareggiabile”, hanno ricordato.

Lo sconcerto

“Con grande disappunto alcuni anni orsono notammo che la qualità della vita, sotto il profilo ambientale, stava mutando a causa della apertura di alcune discariche nella zona. Da quel momento siamo stati violentemente costretti a dover convivere con le continue ed intollerabili esalazioni tant’è che il 15 settembre 2011 venne sporta una prima formale denuncia querela alla Procura della Repubblica di Brindisi”. Non fu l’unica. La seconda risale al 3 giugno 2015: venne presentata dal  Comitato Salute Ambiente e Territorio, con sede in San Vito dei Normanni, Contrada Curto di Mele s.n., attualmente presieduto da Maurizio Tamborino.

Il processo

Da quell’esposto scaturì un procedimento penale, tuttora pendente in Tribunale di Brindisi, nel quale sono imputati il legale rappresentante della ditta che all’epoca dei fatti gestiva la discarica di Autigno, Luca Screti, ex amministratore unico della società Nubile, e l’ex direttore tecnico  Giuseppe Masillo. La Procura ha contestato “violazioni dell’ Aia (Autorizzazione Integrata Ambientale) inerenti l’inadeguatezza dello stoccaggio e dell’abbancamento dei rifiuti,  presenza di percolato su lotti in esercizio, inadeguatezza delle protezioni dei rifiuti, inadeguatezza del sistema di canalizzazione e raccolta delle acque meteoriche su lotti in esercizio, realizzazione di nuove opere in assenza di preventiva autorizzazione.

Nel nuovo esposto, i residenti hanno evidenziato che che per la discarica di Formica il Tar Lecce ha sospeso, su istanza del Comune di Brindisi, il provvedimento di rinnovo dell’Aia, ed inoltre il Tribunale di Brindisi sottolineava il  9 luglio 2014 che non era stato ancora acquisita la valutazione del danno sanitario.

La discarica di rifiuti solidi urbani di Autigno

La possibile riapertura

“Le indiscrezioni giornalistiche di alcuni giorni orsono in ordine alla probabile riapertura della discarica di Autigno programmata per l’anno 2019, ci lasciano sbigottiti oltre che terrorizzati all’idea che il sito in questione possa essere riattivato malgrado i danni ingenti che ha causato all’ambiente ed alla salute dei cittadini”, si legge nel documento depositato in Procura.

“Questa discarica non è stata sottoposta alla  Valutazione  di  Impatto Sanitario”, sostengono i residenti. E ancora: “Gli accertamenti  ambientali  effettuati  in zona dall’Arpa, del resto, hanno evidenziato il tasso di inquinamento  dal quale è colpita la falda  acquifera, causato  dalla presenza per l’appunto delle discariche di Autigno e di Formica”.

I metalli pesanti

“E’ significativo rimarcare – si legge -  che per Autigno è stata accertata la presenza di metalli pesanti  come   manganese, ferro e nickel, e per la  discarica di Formica sono stati rilevati valori anche superiori di 145 volte  le sostanze  cancerogene, inquinanti  e tossiche  come 1,1 dicloroetilene”.

“Tali sostanze se dovessero confluire anche nelle aree agricole circostanti, inevitabilmente procurerebbero gravi danni alla collettività, in quanto le sostanze  inquinanti  della falda  acquifera andrebbero a contaminare i prodotti agricoli coltivati nelle zone comprese tra San  Vito dei Normanni, la frazione di  Serranova e l’area di Torre  Guaceto, con grave pregiudizio per la salute dei cittadini. Riteniamo che la tutela della salute e dell’ambiente debbano assolutamente prevalere sulle scelte di carattere economico ed aziendale”.

L'area delle discariche nelle contrade Autigno e Formica-2-3-2

Il Comune di Brindisi

In ultimo le famiglie della zona hanno ricordato che  il Comune  di  Brindisi, con ordinanza, ha  interdetto tutta l’area prescrivendo il divieto di utilizzo dell’acqua dei pozzi della zona. Per questo motivo nell’esposto viene anche chiesto all’Amministrazione cittadina di “rilasciare idonea documentazione attestante la valutazione del danno ambientale condizionata  all’ Aia”  e di ripristinare  il divieto di uso delle acque di falda. 

Nell’esposto, i residenti hanno anche anticipato la volontà di costituirsi parte civile nel caso in cui dovessero essere ravvisate dalla Procura condotte penalmente rivelanti.

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