Aste giudiziarie, pressioni e minacce ai partecipanti: quattro arresti

Sono stati raggiunti da un’ordinanza di custodia cautelare nell’ambito dell’operazione condotta dai poliziotti della Squadra mobile denominata “Incanto”

BRINDISI - Estorsione aggravata e turbativa d’asta sono le accuse mosse contro cinque brindisini che nella mattinata di oggi, lunedì 15 luglio, sono stati raggiunti da un’ordinanza di custodia cautelare nell’ambito dell’operazione condotta dai poliziotti della Squadra mobile denominata “Incanto”. Sono finiti in carcere Diego Fimmanò 47 anni e Luigi Patisso 35 anni. Ai domiciliari, invece, Salvatore De Giorgi 58 anni e Cosimo Giosa, 57 anni. Sottoposto a obbligo di firma Pasquale Marangio, 59 anni.Diego Fimmanò-2

Patisso da qualche tempo è diventato un personaggio noto tra i brindisini per la pagina Facebook  “Padre vs figlio-diabolico” in cui si rende protagonista di scherzi e sketch insieme a un’altra persona. De Giorgi e Giosa, invece, furono arrestati in flagranza di reato a ottobre dello scorso anno, sempre dai poliziotti della Mobile per estorsione aggravata con consegna controllata delle banconote in danno di un soggetto sottoposto ad esecuzione immobiliare che si era visto costretto a versare loro all’interno dell’agenzia, la somma di 900 euro quale acconto sulla somma estorta di 7000 euro per l’interessamento illecito nella vendita.

L'arresto di De Giorgi e Giosa

Salvatore De Giorgi copia-2Le indagini partirono proprio in seguito a quell’arresto. Presso gli uffici della questura giunsero “diverse segnalazioni di cittadini che, interessati all’acquisto di immobili posti all’incanto, venivano invitati a desistere nel proseguire e rilanciare nelle vendite da parte di alcuni soggetti che effettuavano pressioni di vario genere a volte sfociate in vere e proprie minacce”.

Fimmanò, già ai domiciliari per altri reati, è ritenuto responsabile di estorsione aggravata e turbativa d’asta: “si è vantato delle amicizie criminali con soggetti appartenenti alla criminalità organizzata brindisina”. Patisso è considerato dal Gip il suo braccio destro ed esecutore materiale dello stato di assoggettamento patito dalle vittime: “per nome e per conto di Fimmanò, esercitava pressanti azioni estorsive nell’ambito delle esecuzioni immobiliari presso il Tribunale di Brindisi”.

Il meccanismo delle vendite giudiziarie

Il meccanismo delle vendite giudiziarie, come evidenziato dal giudice nell’ordinanza di custodia cautelare, “ha consentito agli indagati di Luigi Patisso copia-2entrare nel mondo degli incanti e delle aste giudiziarie non soltanto con intenti per così dire legittimamente speculativi (partecipazione all’asta e successiva rivendita dell’immobile acquisito) ma soprattutto con scopi illeciti, e cioè ponendo in essere condotte di turbativa d’asta e di estorsione, approfittando del fatto che quasi sempre il debitore esecutato, secondo una prassi ai limiti della legalità, indirettamente, attraverso prestanomi, cerca di rientrare in possesso del bene messo all’asta e, dunque, è in posizione di particolare “vulnerabilità”e “avvicinabilità”, perché è particolarmente sensibile rispetto ad accordi turbativi o vere e proprie richieste estorsive pur di raggiungere il suo scopo che è quello di rientrare di fatto in possesso del bene staggito”.

Cosimo Giosa copia-2“Tale duplicità di ingresso nel mondo delle vendite giudiziarie apriva una duplice via di guadagno illecito per il sodalizio criminale. Da un lato quella, dal giudice definita “legittimamente speculativa”, consistente nell’acquisto, dopo avere estromesso dalla gara con pressioni e minacce gli altri partecipanti, e nella successiva rivendita a prezzo maggiorato dell’immobile e per altro verso quella che consentiva agli esecutati di rientrare in possesso del bene dietro la dazione di rilevanti somme di denaro necessarie, per come asserito dagli estorsori, a dissuadere dal partecipare alla vendita altri soggetti che, a volte artatamente, presentavano offerte”.

"Acquisti effettuati minacciando i legittimi partecipanti"

Specialmente in relazione alla prima ipotesi “è evidente come spesso gli acquisti venivano effettuati minacciando i legittimi partecipanti alla gara che si vedevano, così, costretti a rinunciare all’acquisto che veniva aggiudicato ai sodali a prezzi inferiori a quelli che si sarebbero raggiunti qualora non fosse intervenuta la turbativa”.

“Per quanto riguarda la seconda fonte di illecito lucro va segnalato che al fine di simulare l’interesse verso il bene posto all’incanto di numerosi partecipanti alla gara verso i quali i sodali indirizzavano l’impegno a farli desistere sovente erano gli stessi estorsori a far partecipare alla vendita loro parenti o amici i quali presentavano delle offerte ritirate immediatamente dopo l’aggiudicazione”.Pasquale Marangio copia-2

“L’attento monitoraggio delle fasi di ogni singola vendita, da parte degli investigatori della Squadra Mobile, ha consentito di lumeggiare sulle illecite attività di un gruppo di soggetti che oltre a millantare o spendere la loro appartenenza alla criminalità si muovevano in modo organizzato avendo a disposizione mezzi e soggetti capaci di inserirsi nei meccanismi burocratici, sottesi alle vendite giudiziarie”.

Gli indagati, inoltre, disponevano di fondi comuni ai quali attingere per partecipare alle vendite ed addirittura di una struttura professionale, una agenzia immobiliare appunto, che si occupava della partecipazione alle vendite ritenute, per vari aspetti, maggiormente lucrose.

La Squadra Mobile di Brindisi sulla scia della fattiva collaborazione dei cittadini ha al vaglio altre situazioni. Al momento in un solo anno di indagini sono stati ricostruiti 15 casi ma le indagini sono in corso e gli stessi investigatori della Mobile, il vice questore aggiunto Rita Sverdigliozzi e il commissario Vincenzo Leo, nella conferenza di presentazione dell’operazione che si è svolta nella mattinata odierna invitano i cittadini eventualmente coinvolti in questa vicenda a continuare a segnalare queste situazioni.

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