Synedrium: “Estorsioni anche agli ambulanti del mercato di Sant’Elia”

Le dichiarazioni del collaboratore di giustizia Roberto Leuci, affiliato al clan Romano, sulle attività illecite condotte dai sodalizi della Scu operativi a Brindisi

BRINDISI – Fra le attività illecite svolte dai clan della Scu attivi a Brindisi vi sarebbero state anche le estorsioni ai danni dei commercianti del mercato che ogni giovedì si svolge al rione Sant’Elia. E’ quanto emerge da un interrogatorio reso dal collaboratore di giustizia Roberto Leuci, nel febbraio del 2019. Il verbale viene riportato nell’ordinanza di custodia cautelare emessa dal gip del tribunale di Lecce, Michele Toriello, nell’ambito dell’inchiesta Synedrium, una delle due indagini condotte dai carabinieri del comando provinciale di Brindisi, sotto la direzione della Dda di Lecce, che ieri hanno portato all’arresto di 37 persone, di cui 21 gravate dal reato di associazione di tipo mafioso.

Operazioni Synedrium e Fidelis: blitz contro la Scu

Leuci, autodichiaratosi affiliato al clan diretto da Andrea Romano "con il grado di settima", venne arrestato nel blitz denominato Exodus della guardia di finanza di Brindisi, nel febbraio 2018. Grazie anche alle sue dichiarazioni, 13 persone, nel novembre 2018, sono state condannate in abbreviato al termine di un processo scaturito da un’inchiesta sull’estorsione a un ambulante che vendeva frutta a verdura. 

Da quanto si legge nell’ordinanza Synedrium, “tutti i collaboratori di giustizia già facenti parte dell'area brindisina della Sacra Corona Unita concordano circa il fatto che fin dal 2004/2005 Andrea Romano e Sandro Coffa abbiano fatto parte del sodalizio, divenendo col passare del tempo vertice della nutrita e potente frangia della consorteria mafiosa operante prevalentemente nella città di Brindisi”. Sempre riguardo alle dinamiche del clan Romano/Coffa, nell'ordinanza vengono riportati anche i verbali dei collaboratori di giustizia Ercole Penna, Fabio Luperti, Sandro Campana, Antonio Campana e Vito Braccio. 

I particolari dell'inchiesta Synedrium

Leuci ha riferito “di essersi rifornito di sostanza stupefacente del tipo cocaina da Alessandro Coffa sino ad aprile 2018”. A tal proposito il collaboratore di giustizia ammette che nell’aprile 2018 evase dai domiciliari per perpetrare una rapina ai danni di una gioielleria di Brindisi, poiché doveva "saldare un debito di 4.000 euro con Sandra Coffa per il pagamento di una fornitura di cocaina”. Per l’occasione, Leuci, armato di una pistola priva di caricatore, rapinò il conducente di una Fiat Panda e si impossessò dell’auto con l’intenzione di utilizzarla il giorno successivo per l’assalto in gioielleria, ma nella tarda serata di quello stesso giorno venne arrestato dai carabinieri. 

I particolari dell'inchiesta Fidelis

Leuci aggiunge che fra il 2016 e il 2017, dopo la sua affiliazione al clan Romano, alcune persone i cui nomi sono coperti da omissis incendiarono un’officina meccanica. “Nell'occasione – si legge ancora nel verbale di Leuci - io richiamai omissis dicendo che con questi atti intimidatori stava creando troppo allarmismo in città scatenando anche i controlli straordinari da parte delle forze di Polizia”.

Il "pizzo" chiesto agli ambulanti

E qui si innesta il retroscena delle richieste estorsive agli ambulanti. Proprio a causa del rafforzamento dei servizi di controllo del territorio, infatti, “in quel periodo – riferisce il collaboratore di giustizia - non riuscimmo a prelevare il pizzo delle bancarelle del mercato settimanale di S'Elia”. “Tengo a precisare – prosegue Leuci - che di questo episodio non ne avevo ancora parlato, ma lo avevo annotato sul mio memoriale che oggi ho intenzione di consegnarvi”.

“Dato che le bancarelle per il mercato settimanale – prosegue Leuci - sono numerose, per conto del clan passavamo il giovedì a ritirare delle somme che ogni commerciante poteva dare per poi sostenere le famiglie dei detenuti dei rispettivi gruppi criminali. Tale riscossione di ‘pizzo’ è durata circa un mese, nel quale raccoglievamo la somma totale di circa 2.000 ogni giovedì, poiché gli stessi commercianti avevano espresso l'intenzione di denunciarci alla Polizia”.  A quel punto, dunque, “per evitare problematiche abbiamo deciso di smettere, anche se poi la riscossione avveniva sotto forma di una lotteria mediante l'acquisto forzato di un biglietto da 5 euro da parte di tutti gli ambulanti del mercato settimanale”. 

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Lunedì prossimo, intanto, inizieranno gli interrogatori di garanzia delle persone sottoposte a misura cautelare nell’ambito delle inchieste Synedrium, condotta dai carabinieri del Nucleo investigativo provinciale di Brindisi, e Fidelis, condotta dal Norm della compagnia di Brindisi.  Davanti al gip si presenteranno Luigi Carparelli, Angela Coffa, Annarita Coffa, Francesco Coffa, Giovanni De Benedictis, Nicola Pierri, Giuseppe Prete, Cosimo Remitri, Vito Simone Ruggiero, Francesco Soriberto, Mario Salvatore Volpe. 

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