Fallisce tresca per punire ex amante

LEVERANO - Una tresca da situation comedy, ma con risvolti penali, quella scoperta dai carabinieri della stazione di Leverano nel Salento, dopo una denuncia di una violenza sessuale mai verificatasi. Scava e scava, il maresciallo scopre che sotto c'è il progetto di una donna del luogo che per vendicarsi dell'ex amante decide di mandarlo in galera, e per far ciò utilizza un nuovo spasimante, la figlia e la donna delle pulizie di quest'ultimo.

Controlli dei carabinieri

LEVERANO - Una tresca da situation comedy, ma con risvolti penali, quella scoperta dai carabinieri della stazione di Leverano nel Salento, dopo una denuncia di una violenza sessuale mai verificatasi. Scava e scava, il maresciallo scopre che sotto c'è il progetto di una donna del luogo che per vendicarsi dell'ex amante decide di mandarlo in galera, e per far ciò utilizza un nuovo spasimante, la figlia e la donna delle pulizie di quest'ultimo.

E' proprio la donna delle pulizie che viene incaricata di fare la parte della vittima. Ma lo scenario dell'aggressione appare subito posticcio ai carabinieri, e l'ex amante ha un alibi di ferro: conclusione, tutto il gruppo dei commedianti viene denunciato per calunnia.

Ecco come la raccontano i carabinieri. Tutto si è svolto nella giornata di ieri. La vicenda ha dell'incredibile, dicono gli investigatori. Il tutto trae origine dalla rottura della relazione sentimentale tra G.S., una quarantenne leveranese, e M.B., coetaneo di Salice Salentino. Quest'ultimo, circa un mese fa, decide di interrompere la relazione con G.S. per tornare, pentito, dalla moglie. La signora abbandonata, però, non si da pace: telefona, si apposta, supplica, pretende con la forza; unico suo obiettivo è tornare insieme all'ex.

Capito che non c'è più nulla da fare passa ad ordire una vendetta. Così coinvolge L.F., cinquantenne leveranese, che a sua volta le si sta affezionando. Lui è disposto a fare tutto per conquistare G.S. e insieme pensano di far arrestare il signore di Salice che è tornato all'ovile. L.F. allora coinvolge la figlia, E.F., 25enne e anche lei resideinte a Leverano, e la signora che va a fare le pulizie in casa sua, M.C., leveranese di 45 anni. L'altro ieri L.F. ha chiamato M.B. per dirgli di passare da lui attorno alle 11,30 del giorno successivo per prelevare un grosso pacco: M.B. (l'ex amante della signora e vittima designata della trama) si occupa, tra l'altro, di piccole spedizioni.

Alle 12 di ieri la donna delle pulizie chiama il 112 e racconta, allarmata, che poco prima, mentre si trovava a fare le pulizie in casa di L.F., ha sorpreso un ladro in casa il quale, dopo aver messo a soqquadro tutto, aveva provato a violentarla. Le sue urla e l'accorrere "provvidenziale" della figlia del padrone di casa, E.F. (che doveva reggere il gioco), l'avevano salvata dal peggio.

I carabinieri della stazione di Leverano che accorrono in casa vedono M.C. stesa sul divano, con la gonna sollevata, ed E.F. che le applica una borsa del ghiaccio sul ginocchio, poiché divincolandosi dalla presa aveva sbattuto ad uno spigolo. Tutt'intorno una confusione generale: la classica scena della "visita" dei topi d'appartamento.

Tuttavia ai militari il caos appare un po' troppo ordinato: le cose sembrano siano state posate a terra, non lanciate. Scatta comunque la caccia all'uomo, M.B., sulla base delle decrizioni fatte dalla donna delle pulizie, e il malcapitato viene trovato quattro ore dopo. Portato in caserma fornisce un alibi. Quella mattina si trovava a Campi. Alibi confermato da testimoni in serata. L'evento che ha mandato a monte il meticoloso piano è stato un imprevisto impegno di lavoro della vittima designata della messinscena che lo ha trattenuto a Campi, non consentendogli di passare dalla proprietà di L.F., suo conoscente, a Leverano (ansioso di rimpiazzarlo nel letto della 40enne delusa e vendicativa).

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La finta molestata, la finta testimone, l'adescatore e l'amante ferita organizzatrice del piano, crollati in tarda serata sotto il peso delle loro contraddizioni, sono stati denunciati in stato di libertà in concorso per il reato di calunnia.

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