Furbetti del cartellino in ospedale: indagati anche tre brindisini

Inchiesta sull'assenteismo all'ospedale San Giacomo di Monopoli. Trentatre indagati fra medici, infermieri, tecnici e amministrativi. Obbligo di dimora a carico di tre fasanesi

FASANO – Anche tre fasanesi sono coinvolti nell’inchiesta sull’assenteismo presso l’ospedale San Giacomo di Monopoli che stamattina (giovedì 18 luglio) ha portato all’esecuzione di un’ordinanza di custodia cautelare nei confronti di 33 persone, di cui 13 arrestate in regime di domiciliari e 20 raggiunte dalla misura dell’obbligo di dimora. Fra quest’ultimi vi sono i fasanesi Giuseppa Meuli, infermiera presso il Reparto di Ginecologia ed Ostetricia, Sante Palmisano, operatore tecnico con mansioni di autista ambulanza, Angela Pantaleo, dirigente medico presso l’Unità operativa di Medicina. Si tratta del secondo scandalo dei "furbetti del cartellino" nella sanità pubblica pugliese nel giro di pochi giorni, dopo quello che ha riguardato l'ospedale Don Tonino Bello di Molfetta. 

Le accuse

Le misure restrittive sono state emesse dal gip del tribunale di Bari, su richiesta della locale Procura, a seguito delle indagini condotte dai carabinieri della stazione e della compagnia di Monopoli. Gli indagati, fra medici, infermieri, tecnici, amministrativi e ausiliari, sarebbero responsabili, a vario titolo, di numerosi fatti di truffa aggravata ai danni dell’Asl Bari, di false attestazioni o certificazioni, di falsità ideologica in atto pubblico connessi all’allontanamento arbitrario, in assenza di permessi o autorizzazioni, dal luogo di lavoro con omissione dell’inserimento della scheda magnetica nell’ apparecchio marcatempo, con l’ esecuzione di tali operazioni di registrazione, in entrata e/o in uscita, da parte di soggetti diversi dal dipendente interessato oppure con la produzione successiva di false dichiarazioni sostitutive.

Da quanto appurato i carabinieri, gli indagati, si sarebbero assentati dal luogo di lavoro per svolgere commissioni private. Alcuni andavano a fare le compere, altri effettuavano consumazioni presso locali pubblici. C’è anche chi si recava presso la propria residenza estiva, situata in una località marina.

Ospedale San Giacomo di Monopoli-2

Gli arrestati ai domiciliari

Provvedimenti di arresti domiciliari sono stati eseguiti nei confronti di: Angelamaria Todisco, responsabile del servizio trasfusionale, Gianluigi Di Giulio primario della radiodiagnostica, Girolamo Moretti, dirigente medico del Reparto di Radiodiagnostica, Rinaldo Dibello primario della gastroenterologia, Egidio Dalena primario dell’otorinolaringoiatria, Vincenzo Lopriore primario della cardiologia, Sabino Santamato primario della ginecologia e il suo aiuto Leonardo Renna, i dipendenti Antonio Bosio, Anna Pellegrino, Giancarlo Sardano e l’infermiera Giuseppa Meuli. Una tredicesima persona, un medico, è all’estero e sta tornando in Italia.

Gli obblighi di dimora

Gli obblighi di dimora riguardano Anna Consiglia Scardigno, medico di chirurgia, Angela Pantaleo, medico di medicina, Cosimo Marasciulo, medico di ginecologia, Marilena Matarrese medico del servizio immunotrasfusionale, Francesco Paolo Di Taranto medico di otorinolaringoiatria, Giuseppe Cappelli medico della sorveglianza sanitaria, Fulvio D’Onghia medico ortopedico, Francesco Fino medico cardiologo, Domenico Limitone medico urologo, gli infermieri Rosa Bianco, Concetta De Rinaldis, Pasquale Lacasella, Carmela De Laurentis, gli operatori tecnici Erasmo Lobefaro, Francesco Fratella, Gianfranco Brescia, Sante Palmisano. Agli ultimi tre è contestato anche il peculato. Obblighi di dimora anche per il medico Marco Sperti dell’ortopedia del San Paolo di Bari, marito della Matarrese, l’infermiera Margherita Mezzapesa e il parcheggiatore abusivo dell’ospedale, Carlo Battaglia. Quest’ultimo, in più occasioni, è stato sorpreso ad inserire il cartellino magnetico di Giuseppa Meuli, in entrata e/o in uscita, nell’ apparecchio marcatempo in sostituzione della dipendente.

Ai Fratella, a Brrescia ed a Palmisano è stato contestato anche il delitto di peculato connesso all’appropriazione ripetuta, per fini diversi da quelli istituzionali, di ambulanze ed autovetture di servizio recanti i segni distintivi della Asl Bari, con uso momentaneo dei mezzi.

Le indagini

I carabinieri, tramite le telecamere, hanno monitorato gli accessi e le aree di ingresso dell’ospedale, in prossimità della apparecchiature marcatempo. Inoltre sono stati effettuati servizi di osservazione, controllo e pedinamento del personale. Tutto questo a seguito di plurime segnalazioni di fatti di “assenteismo” presso la struttura ospedaliera.

I furbetti del cartellino ripresi dalle telecamere

Nel periodo di osservazione, fra ottobre, novembre, dicembre 2018 e gennaio 2019, sarebbero emerse sistematiche e diffuse condotte di “assenteismo” (le persone sottoposte ad indagine sono più numerose di quelle nei cui confronti sono state adottate le misure coercitive) attuate con l’arbitrario allontanamento del personale dalla struttura durante l’orario di servizio, con protrazione dell’assenza per alcune ore o anche per tempi più limitati, eventualmente ripetuta nel corso della giornata.

E’ stato calcolato  l’ illecito profitto che ciascuno degli indagati ha procurato a sè con le condotte indicate, corrispondente alla retribuzione indebitamente percepita a fronte di prestazioni di lavoro non effettuate, con conseguente danno per l’ amministrazione pubblica di appartenenza.

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