Favoreggiamento dopo estorsione: indagato per aver aiutato l'amico

Avviso di conclusione notificato ad Alessandro Andrioli, 24 anni, di Ostuni: resta a piede libero

La Fiat 600 usata da uno dei due arrestati per estorsione

OSTUNI – Cinque anni fa avrebbe aiutato l’amico a sottrarsi all’arresto dopo un’estorsione ai danni di un commerciante: l’accusa di favoreggiamento personale è stata confermata dalla Procura a carico di Alessandro Andrioli, 24 anni, residente a Ostuni, sul quali sin dall’inizio si concentrarono i sospetti.

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L’inchiesta partita nel 2014

L’avviso di conclusione delle indagini è stato notificato a firma del sostituto procuratore Giuseppe Nascimbeni, sulla base di quanto accertato dagli agenti del commissariato di Ostuni, all’indomani dell’arresto di Francesco Spinelli con l’accusa di estorsione. Spinelli, nonostante l’aiuto di Andrioli, finì ugualmente in carcere assieme a Diego Sorada, ostunese anche lui.

Spinelli e Sorada chiesero cinquemila euro a un commerciante, somma pretesa dietro una serie di minacce consegnate tramite messaggi scritti su fogli e telefonate, a partire dal 25 aprile 2014. Con quel denaro i due volevano fare un viaggio, stando a quanto dissero all’epoca agli investigatori. Entrambi furono arrestati dopo la denuncia del commerciante, in occasione di quello che avrebbe dovuto essere l’appuntamento per la consegna del denaro. (Nella foto in alto il luogo stabilito per il pagamento, in basso la busta contenente cinquemila euro)

Andrioli, difeso dall’avvocato Angelo Brescia del foro di Brindisi, resta a piede libero e rischia di finire sotto processo nel caso in cui il pubblico ministero dovesse esercitare l’azione penale chiedendo al gip il rinvio al giudizio del Tribunale. Il penalista al quale è affidata la difesa dell’indagato potrà, entro il termine dei venti giorni, presentare memorie, produrre documenti anche relativi a investigazioni di parte oppure presentare istanza per l’interrogatorio e per rendere dichiarazioni.

Busta con il denaro-2-2-2

La ricostruzione dell'accusa

L’accusa è stata contestata in relazione a quanto avvenne l’8 maggio 2014 a Ostuni, giorno in cui “venne tratto in arresto Francesco Spinelli per il reato di estorsione”. Andrioli avrebbe “aiutato Spinelli a eludere le investigazioni dell’autorità, dichiarando agli agenti del commissariato di Ostuni di aver incontrato quella sera Spinelli nei pressi di un bar” nella Città Bianca e di aver “appreso in quella circostanza che gli avevano rubato l’auto e di averlo accompagnato a casa”. Si trattava di una Fiat 600 intestata alla nonna.

La realtà, stando a quanto sostenuto dal pm, sarebbe stata diversa: “Spinelli, inseguito dalla polizia dopo aver commesso il reato”, avrebbe “abbandonato l’auto nelle campagne e sarebbe fuggito a piedi per poi chiamare Andrioli e chiedergli di raggiungerlo”. Sempre secondo questa tesi, Andriolo lo avrebbe raggiunto, avrebbe “appreso da Spinelli l’accaduto” e “lo accompagnava a casa”.

Per l’accusa, quella condotta è penalmente rilevante trattandosi di favoreggiamento personale.

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