Fermato nel porto uno straniero ricercato per duplice omicidio volontario

Si aggirava per il porto di Brindisi nonostante a suo carico pendesse una condanna per duplice omicidio volontario e in materia di armi da scontare in carcere. Un arresto nel porto

La Range Rover rubata rinvenuta nel porto

BRINDISI – Si aggirava per il porto di Brindisi nonostante a suo carico pendesse una condanna per duplice omicidio volontario e in materia di armi da scontare in carcere. Gli agenti della Polmare di Brindisi al comando del vicequestore Mario Marcone hanno arrestato il cittadino albanese Gjoni Ali Feta, 50 anni, originario di Valona. L’uomo era ricercato per non essere rientrato presso la casa circondariale di Pisa, dalla quale era uscito grazie a un permesso premio.

Ma lo straniero non è sfuggito alle strette maglie dei controlli presso lo scalo portuale brindisino, dove la polizia di frontiera, nell’ambito di un Gjoni Ali Feta-2dispositivo in piedi dallo scorso dicembre, è supportata dal contingente di rinforzo del quindicesimo Reparto mobile di Taranto e dai Militari del 21esimo Reggimento Terrestre “Trieste” di Foggia. Militari e poliziotti passano al setaccio mezzi e passeggeri in transito nella zona di Costa Morena sia per destinazioni Schengen che extra-Schengen. 

Intorno alle ore 16,25 di mercoledì (20 aprile) gli agenti, nei pressi del varco di Costa Morena Ovest, hanno notato una persona che si comportava in maniera sospetta. Si trattava appunto di Feta. Attraverso un controllo sulla banca dati delle forze dell’ordine, i poliziotti sono risaliti all’ordine di arresto che gravava sul suo capo. Per questo  è stato sottoposto a rilievi foto dattiloscopici e  successivamente condotto presso la Casa Circondariale di Brindisi. 

Non solo, sempre nella giornata di ieri, nel corso dei controlli sui mezzi in partenza per la Grecia con la moto/nave “Euroferry Olimpya”, i poliziotti hanno controllato una Land Rover modello Range Rover Sport con targa tedesca, alla cui guida si trovava un cittadino proveniente dall’Ucraina. Grazie al numero di telaio e alla comparazione dei dati della carta di circolazione attraverso la banca dati interforze, la stessa risultava rubata e segnalata sulla banca dati Schengen dalle autorità federali tedesche. 

Il mezzo, probabilmente destinato al traffico illecito sulla rotta balcanica, è stato sequestrato. Il conducente invece è stato denunciato a piede libero. 

Complessivamente, da marzo ad oggi, la Polmare ha ottenuto i seguenti risultati: sei persone fermate o arrestate in esecuzione di provvedimenti restrittivi per maltrattamenti, detenzione illegale di armi, minacce, ricettazione, evasione fiscale, contrabbando, evasione; due persone denunciate a piede libero per ricettazione di auto provento di furto; 23023 persone controllate; 2867 veicoli controllati; 112 persone respinte in frontiere per  inammissibilità sul territorio Schengen o perché privi dei necessari mezzi di sussistenza in relazione al soggiorno. 

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