Feto resta in grembo per 13 anni: donna rischia di morire

L’incredibile scoperta avvenuta dopo il ricovero in ospedale per dolori lancinanti: i medici non si accorsero della presenza della piccola, gemellina del bimbo nato a dicembre 2005

FRANCAVILLA FONTANA – Per più di 13 anni il feto di una bimba è rimasto nel grembo di una donna di Francavilla Fontana che, dopo aver accusato dolori lancinanti all'addome, ha rischiato di morire: i medici non se ne accorsero all’epoca, quando con taglio cesareo, a dicembre 2005, venne alla luce un maschietto. Erano gemellini. Lo hanno scoperto solo un mese e mezzo fa e lo scorso 14 febbraio quel feto che nessuno aveva visto nelle ecografie è stato rimosso, con conseguente asportazione dell’utero.

La storia

La storia, per quanto assurda e incredibile, è realtà con la quale è stata costretta a fare i conti una bracciante agricola nata e residente nella Città degli Imperiali. Oggi ha 50 anni, è madre di quattro figli. Quel feto rimasto nel suo grembo sarebbe stato il suo quinto figlio: 8,8 centimetri di lunghezza. Eppure né il ginecologo che seguì la donna durante le settimane della gravidanza, né i medici dell’ospedale di Francavilla Fontana dove avvenne il parto, si accorsero che i bimbi erano due.

L’intervento chirurgico

La donna, come racconta la testata giornalista on line Lo Strillone, ha subito l’asportazione del feto e dell’utero il giorno di San Valentino, dopo essere stata ricoverata in un ospedale veneto, scelto dalla famiglia per l’intervento chirurgico. E’ in fase di ripresa, ma il dolore per quanto è stato scoperto e per quello che ha vissuto in questi 13 anni, non potranno mai essere cancellati. Com’è possibile? Al momento una spiegazione ci sarebbe, ma questa non esclude eventuali azioni legali della donna e della sua famiglia, sia sul piano penale che su quello civile. Il feto che nessuno aveva visto, sarebbe finito in un’altra placenta rispetto a quella del fratellino e si era poi spostata di lato, rimanendo nascosta in occasione di tutti gli esami fatti dalla donna in gravidanza.

La gravidanza

La donna, all’epoca 37 anni, nell’estate del 2005 scopre di essere in dolce attesa, dopo aver accusato un malore mentre era al lavoro.  Una volta portata in ospedale, le dicono che è incinta al terzo mese. Quarta gravidanza che rende subito felice lei e la sua famiglia. Scoprono che si tratta di un maschietto.

Il parto viene programmato, il taglio cesareo si rende necessario per via della posizione assunta dal bimbo. Il piccolo nasce sotto le feste di Natale 2005 con il piedino destro in bocca. La chiamano posizione di yoga fetale. Non c’è alcuna complicazione per il bambino. La mamma, tornata a casa, riprende la routine tra famiglia e lavoro.

Il dolore all’addome

Non va come prima. Accusa dolori alla pancia, qualcuno le dice che non deve lavorare troppo, altri che è difficile portare avanti una famiglia con quattro figli. Lei stringe i denti e va avanti. Ma è costretta a fare i conti con fitte all’addome e nessun medico le spiega il motivo.

Un anno e mezzo fa le dicono anche che deve abituarsi alla menopausa. I dolori, forse, riconducibili a quello. Ma il 7 gennaio scorso, la donna finisce in ospedale: viene ricoverata in gravissime condizioni e si rendono necessarie anche trasfusioni di sangue. Dagli esami si scopre che nel suo grembo, per 13 anni, era rimasto un feto. Scoperta assurda. Tutto vero, però. Era una bambina. Bimba nata morta  13 anni dopo il fratellino gemello perché nessuno di era accorto che si trattava di una doppia gravidanza.

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