Il governo finanzia solo le ciclovie del Nord. Ignorata la Ciclovia dell'Acquedotto

Il Sud rimane a bocca asciutta. Il Governo aumenta le risorse da 33 a ben 91 milioni di euro, nei prossimi tre anni, per sostenere la mobilità lenta e la valorizzazione dei percorsi ciclabili ma esclude qualsiasi intervento nel Mezzogiorno. Ad essere penalizzata è in primo luogo la Puglia che già da tempo lavora al progetto della Ciclovia dell’Acquedotto Pugliese

Il tratto già inaugurato della Ciclovia dell'Acquedotto

Il Sud rimane a bocca asciutta. Il Governo aumenta le risorse da 33 a ben 91 milioni di euro, nei prossimi tre anni, per sostenere la mobilità lenta e la valorizzazione dei percorsi ciclabili  ma esclude qualsiasi intervento nel Mezzogiorno. Ad essere penalizzata è in primo luogo la Puglia che già da tempo lavora al progetto della Ciclovia dell’Acquedotto Pugliese, una infrastruttura di mobilità sostenibile che potrebbe diventare un volano per l’economia turistica dell’intera regione e del Mezzogiorno. Vale la pena ricordare che il primo tratto della Ciclovia dell'Acquedotto già inaugurato dalla giunta Vendola attraversa i territori di Ceglie Messapica e Cisternino nel nord della provincia di Brindisi.

L'incredibile e antimeridionalista scelta del governo Renzi è stata ufficializzata in un emendamento alla Legge di Stabilità approvato il 12 dicembre in Commissione Bilancio alla Camera che prevede un significativo incremento delle risorse ma indica tre interventi prioritari (ciclovia del Sole Verona-Firenze; ciclovia VenTo Venezia-Torino; Grab Roma). Una indicazione rilevante che, purtroppo, lascia completamente sguarnito il Sud nonostante in questi ultimi anni mobilità lenta e la ciclo mobilità siano divenuti un segmento rilevante del turismo sostenibile come attesta il suggestivo e concreto progetto della ciclovia che percorre per 500 chilometri il tracciato storico dell’Acquedotto Pugliese, da Caposele (Avellino) a Santa Maria di Leuca (Lecce).

La ciclovia dell'acquedottoEppure la Ciclovia dell'Acquedotto Pugliese è un progetto già esistente e ad uno stadio avanzato (sarebbe semmai necessario completarlo con la previsione della progettazione del tratto che insiste in Campania e Basilicata). La Regione Puglia ha messo in campo tutta una serie di atti (leggi, studi di fattibilità, strumenti di pianificazione fino a progettazione preliminare ed esecutiva su alcuni tratti) che possono tranquillamente essere considerati alla stregua di quanto fatto per VenTo, Grab e Ciclopista del Sole. Tra l’altro alcuni tratti sono già realizzati o in fase di realizzazione e per ben 230 km, trattandosi di utilizzare piste di servizio dell’Acquedotto Pugliese già adesso percorribili, non c’è bisogno di espropri e di autorizzazioni da parte di altri Enti. 

Ecco perché il Coordinamento dal basso per la Ciclovia dell’Acquedotto Pugliese chiede che il governo faccia proprio il progetto della Ciclovia dell’Acquedotto Pugliese, come fu nel 1902 per la realizzazione di quella infrastruttura che avrebbe cambiato per sempre il destino della Puglia, in virtù della rilevanza storica e paesaggistica, e delle straordinarie potenzialità dell’opera dal punto di vista turistico, che può diventare in breve tempo una delle ciclovie e vie verdi di maggiore richiamo europeo. Alla Regione Puglia, e al presidente Michele Emiliano in particolare, il coordinamento chiede un esplicito impegno affinché l’opera sia considerata strategica per lo sviluppo del turismo in Puglia e per questo che si apra subito un tavolo istituzionale con il governo e le altre Regioni interessate per la messa a punto di una organica progettazione esecutiva.

Vendola e gli assessori alla Mobilità e alle Risorse agricole inaugurano la Ciclovia dell'Acquedotto-2Nel marzo 2015 si è costituito formalmente il “Coordinamento dal Basso per la Ciclovia dell’Acquedotto Pugliese”, un comitato che conta ormai oltre 70 tra associazioni e imprese delle tre regioni che, per la prima volta, ha chiesto la realizzazione di un progetto unitario di Ciclovia lungo tutto il suo itinerario narrativo, da Caposele a Leuca, e che molto si sta spendendo per una immediata valorizzazione del tracciato storico dell’acquedotto più complesso e lungo del mondo. Proprio il 14 dicembre scorso a Martina Franca (Taranto) il Coordinamento ha organizzato un convegno e laboratorio dal titolo “Lungo la Ciclovia dell’Acquedotto Pugliese: storia, patrimonio industriale e valorizzazione condivisa”.

All’evento, organizzato assieme a Cnr-Ibam e Aipai (Associazione Italiana per il Patrimonio Archeologico Industriale) e con il supporto del Comune di Martina Franca e Acquedotto Pugliese Spa, si è registrato l’impegno di Acquedotto Pugliese a favorire la realizzazione dell’intero progetto. Parallelamente ognuna delle associazioni e imprese aderenti si è impegnata ad “adottare” un tratto di ciclovia, per garantire la conservazione e la fruibilità del tracciato da parte dei diversi segmenti del turismo attivo e della mobilità lenta. Nel corso dell’evento è stato presentato il sito www.aqp.bike, gestito dal Coordinamento, sul quale verranno ospitate a breve tracce Gps, informazioni e contenuti relativi alla ciclovia per valorizzare da subito l’itinerario ma anche per raccordare gli sforzi a livello locale che contano già adesso numerose iniziative.

Il Coordinamento e Acquedotto Pugliese Spa lavoreranno inoltre insieme all’organizzazione di almeno un evento annuale di “esplorazione” a piedi e in bici mentre il Comune di Martina Franca, che ha in corso l’importante progetto del suo Sprar (Sistema di Protezione per Richiedenti Asilo e Rifugiati) “#sullevenedellaPuglia” proprio sulla pista dell’acquedotto, ha proposto l’adozione di una “delibera madre” a sostegno del progetto di ciclovia dall’Irpinia al Salento, da proporre e far adottare anche dagli altri Comuni attraversati dal tracciato.

  

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