Flash/ Ancora guai per banda del bancomat

BRINDISI - E ora glieli hanno attribuiti quasi tutti, un bel po' di assalti ai bancomat con boato messi a segno dall’aprile all’agosto scorso in tutta la provincia. Sono stati arrestati stamani per l’intero pacchetto (colpo più, colpo meno) i cinque brindisini già catturati l’8 agosto scorso mentre tentavano di ripulire lo sportello del Monte dei Paschi di Siena di Monteiasi (Taranto).

Il bancomat preso di mira dai ladri a Torre Canne (GoFasano)

BRINDISI - E ora glieli hanno attribuiti quasi tutti, un bel po' di assalti ai bancomat con boato messi a segno dall’aprile all’agosto scorso in tutta la provincia. Sono stati arrestati stamani per l’intero pacchetto (colpo più, colpo meno) i cinque brindisini già catturati l’8 agosto scorso mentre tentavano di ripulire lo sportello del Monte dei Paschi di Siena di Monteiasi (guarda video).

Tre di loro avevano ottenuto i domiciliari lunedì scorso, su decisione del Riesame. Si tratta di Gianluca Giosa, di Brindisi, 34 anni (difeso da Luca Leoci), Pietro Leone, 40 anni di Villa Castelli, Oronzo D’Urso, 33 anni, Francesco Barnaba, 37 anni e Cosimo De Rinaldis, 30 anni, di Ceglie Messapica, raggiunti stamani da un’ordinanza di custodia cautelare in carcere disposta dal gip Giuseppe Licci su richiesta del pm Marco D’Agostino della Procura di Brindisi.  Sono difesi dagli avvocati Aldo Gianfreda, Luca Leoci e Danilo Cito.

Vengono contestati i reati di associazione per delinquere, ricettazione e riciclaggio, furto consumato e tentato aggravato, porto e detenzione illegale di materiale esplodente e di armi comuni da sparo. L’operazione è stata denominata Grisù. I furti che vengono loro attributi con il provvedimento di custodia cautelare odierno, sono stati messi a segno per lo più in provincia di Brindisi, ma anche nel Tarantino e nel Barese. Il metodo era sempre lo stesso: si faceva filtrare una miscela di gas esplosivo, fatta deflagrare poi con un contatto elettrico. Furono presi a bersaglio sportelli che si trovano anche in pieno centro dei comuni del Brindisino, ma anche dispositivi “Postamat” della zona.

Gli indagati (che attendono la fissazione del giudizio abbreviato per i fatti del Tarantino, dopo che è stata rigettata la richiesta di patteggiamento) avevano confessato solo due assalti ma, misteriosamente, dopo il loro arresto era cessato l’appuntamento, quasi sempre nel weekend, con lo scoppio notturno e la pioggia di banconote. Quasi sempre venivano presi di mira sportelli che si trovano al piano terra di stabili non abitati ai piani superiori.Undici i colpi messi a segno nel Brindisino.

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