Flash/ Truffa, arrestati 2 imprenditori

BRINDISI – Altri due imprenditori brindisini sono stati arrestati questa mattina all’alba dal Nucleo di polizia tributaria della Guardia di Finanza, su ordinanze di custodia cautelare del gip, al termine di una lunga verifica documentale da parte delle “fiamme gialle” e del pm. L’oggetto della verifica, dalle prime notizie ufficiose, è un contratto di programma con la Regione Puglia che risale al 2006, per un valore complessivo dell’investimento di poco superiore ai 20 milioni di euro, destinati ad una nuova linea di produzione di fibre preimpregnate in carbonio per il settore aeronautico.

Controlli della finanza

BRINDISI – Altri due imprenditori brindisini sono stati arrestati questa mattina all’alba dal Nucleo di polizia tributaria della Guardia di Finanza, su ordinanze di custodia cautelare del gip, al termine di una lunga verifica documentale da parte delle “fiamme gialle” e del pm. L’oggetto della verifica, dalle prime notizie ufficiose, è un contratto di programma con la Regione Puglia che risale al 2006, per un valore complessivo dell’investimento di poco superiore ai 20 milioni di euro, destinati ad una nuova linea di produzione di fibre preimpregnate  in carbonio per il settore aeronautico.

La Guardia di Finanza e la procura della Repubblica forniranno chiarimenti sull’operazione in una conferenza stampa fissata per le 10,30 di stamani, cui dovrebbe partecipare anche il procuratore capo Marco Dinapoli. Al momento si sa che i due arresti riguardano gli imprenditori Teodoro Grasso (67 anni) e Bruno Rollo (60). Si affianca anche un sequestro preventivo di beni per equivalente di circa 21 milioni di euro. Il reato ipotizzato è quello di truffa aggravata ai danni dello Stato, anticipa la Finanza, circostanza emersa “dall’attività di monitoraggio delle iniziative imprenditoriali destinatarie di contributi pubblici nazionali e comunitari localizzate nel  distretto aerospaziale di Brindisi, che ha consentito di accertare l’indebito utilizzo di agevolazioni finanziarie, nonché l’indebita percezione di contributi pubblici finalizzati alla progettazione e realizzazione di  un sistema integrato di sorveglianza”.

I beni sequestrati sono quattro capannoni industriali e 4 quattro abitazioni; terreni dell’estensione complessiva di 7 ettari; 13 tredici veicoli fra cui alcune autovetture di grossa cilindrata (Chrysler, Jaguar ed Hummer); inoltre, disponibilità finanziarie presenti su numerosi conti correnti e quote societarie (tra le quali quelle di partecipazione nella compagine societaria di Enel Basket, dove Grasso era entrato non direttamente, ma come azienda. L’imprenditore è alla testa di un consorzio, Skytech, composto da due società che operano nel settore degli aerei senza pilota (Uav) e delle fibre composite. L’operazione della Guardia di Finanza è stata battezzata Icaro.

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