Tangenti in divisa: subito via agli interrogatori dei due vigili urbani

Domani toccherà al primo, dopodomani al secondo: sono stati già fissati i due interrogatori di garanzia dei vigili urbani arrestati a Francavilla Fontana per aver chiesto una tangente di 10 mila euro al titolare di una rivendita di auto usate paventando irregolarità e minacciando conseguenze

BRINDISI - Domani toccherà al primo, dopodomani al secondo: sono stati già fissati i due interrogatori di garanzia dei vigili urbani arrestati a Francavilla Fontana per aver chiesto una tangente di 10 mila euro al titolare di una rivendita di auto usate paventando irregolarità e minacciando conseguenze in termini di sanzioni e sequestri. Alle 11 di domani (4 settembre) comparirà dinanzi al gip Maurizio Saso Giuseppe Di Geronimo, 47 anni, mentre dopodomani (5 settembre) alle 10 toccherà a Cristofaro Capobianco, anch’egli 47enne. Sono entrambi difesi dall’avvocato Michele Fino. Si trovano ai domiciliari dall’alba di martedì, quando sono rientrati dalle ferie, perché raggiunti da una ordinanza di custodia cautelare eseguita dai carabinieri della compagnia di Francavilla Fontana e richiesta dal pm che ha coordinato l’inchiesta ancora in corso, Milto Stefano De Nozza.

A quanto si apprende i due sono intenzionati a chiarire la propria posizione e i dettagli di una vicenda che trae origine dalla denuncia della presunta vittima di una richiesta in danaro su cui vi sono stati poi approfondimenti investigativi.Tre le denunce formulate dalla vittima. La prima il 6 dicembre 2013 nel corso della quale viene descritto il primo contatto con i due pubblici ufficiali che non formulano in modo espresso la richiesta di denaro. E’ in questa occasione che l’imprenditore riporta anche di un colloquio avuto tra la coppia e il commercialista da cui si erano recati per acquisire degli atti. Al professionista viene fatta la richiesta di 10mila euro per "sistemare la pratica".

La seconda querela è del 10 dicembre 2013: il proprietario della rivendita di auto usate incontra i vigili presso la sua azienda e in quella occasione li registra. Poi il 20 dicembre l’ultima: 2mila euro appena. Ma, senza fornire spiegazioni, i poliziotti municipali scelgono di desistere. A entrambi viene comunque contestata l’accusa di concussione consumata e aggravata dall’abuso di potere.  

Secondo il gip: “l’agire dei due indagati non è purtroppo occasionale, fortuito, frutto di un momento di debolezza, ma la proiezione di un modo di agire tanto rodato nel tempo che gli stessi ormai non esitano a coinvolgere nelle loro azioni criminose anche testimoni diversi rispetto alla persona offesa direttamente interessata dalla loro richiesta, quasi come se fossero certi della loro impunità e tali da farli diventare attori protagonisti di un sistema tanto rodato quanto abitudinario”. E’ sui fatti loro riferiti che dovranno rispondere i due indagati ai domiciliari, ritenuti poliziotti municipali “infedeli” e al momento sospesi. Mentre le indagini vanno avanti proprio per definire i dettagli di quello che si ritiene fosse un sistema e non un caso isolato.  

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