Furti ai bancomat con esplosione in Germania: mandato di arresto per un brindisino

In carcere Giuseppe Prodi, 20 anni, di Carovigno: due colpi nella notte dell'8 giugno 2017. Uno fallì, l'altro fruttò 40mila euro. Indagini sui complici

CAROVIGNO - Dal Brindisino sino in Germania per realizzare in trasferta furti ai bancomat con la tecnica dell'esplosione. Forse con l'aiuto di più di un complice. A distanza di sette mesi dai colpi, uno fallito e l'altro riuscito, è stato arrestato Giuseppe Prodi, 20 anni, originario di Carovigno, considerato uno degli autori materiale delle azioni poste in essere la sera dell'8 giugno 2017.

Mandato di arresto europeo

PRODI Giuseppe, classe 1997 (1)-2Il giovane è stato rintracciato dai carabinieri del Reparto operativo del comando provinciale di Brindisi  a Carovigno. Era ricercato, con mandato di arresto europeo  emesso dal Tribunale di Offenburg, da quella stessa sera, quando riuscì a fuggire, seminando gli agenti della polizia tedesca. Le indagini hanno portato a seguire la pista brindisina, partendo a quanto pare dalla visione dei filmati registrati dalle telecamere poste a protezione delle postazioni bancomat e dalle immagini catturate dalle telecamere di esercizi commerciali presenti nelle vicinanze.

Le esplosioni

Secondo quanto è stato accertato, l'indagato "utilizzando una mistura di gas, in Waldkirch, faceva esplodere il bancomat della Volksbank non riuscendo nell'intento di asportarne il contenuto, arrecando, comunque, danni alla struttura per 40mila euro". Fallito il primo tentativo, "nella stessa notte, nella città di Lahr–Sulz, circa 45 chilometri più a Nord, faceva esplodere con analoga metodologia, il bancomat della Bank Sparkasse riuscendo nella circostanza ad asportare la somma di 40mila euro, arrecando danni per 110mila".

I complici

Prodi è stato condotto nel carcere di Lecce, in attesa dell'interrogatorio di garanzia che si svolgerà per rogatoria. Le indagini proseguono con l'obiettivo di rintracciare i complici di Prodi e capire dove sia finito il bottino del secondo furto. Secondo gli investigatori è possibile che il carovignese abbia potuto contare su altri brindisini presenti in Germania, nella zona presa di mira, nonché su altri che gli hanno fornito la copertura necessaria nel periodo in cui su è reso irreperibile. 

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