Furti e riciclaggio: scatta il maxi blitz

OSTUNI - Vasta operazione della polizia. Nella rete, una banda organizzata nei furti presso depositi agricoli e cantieri edili ma anche e soprattutto dedita al riciclaggio delle attrezzature e dei mezzi rubati, destinati al mercato illegale italiano e straniero. Un’organizzazione capillare, con ramificazioni in tutta la regione e in Campania. Indagini e accertamenti anche in provincia, dove negli ultimi mesi diversi sono state le incursione furtive, soprattutto nelle campagne del nord brindisino, tra Ostuni e Fasano.

Al centro, il vice questore Francesco Angiuli

OSTUNI - Vasta operazione della polizia. Nella rete, una banda organizzata nei furti presso depositi agricoli e cantieri edili ma anche e soprattutto dedita al riciclaggio delle attrezzature e dei mezzi rubati, destinati al mercato illegale italiano e straniero. Un’organizzazione capillare, con ramificazioni in tutta la regione e in Campania. Indagini e accertamenti anche in provincia, dove negli ultimi mesi diversi sono state le incursione furtive, soprattutto nelle campagne del nord brindisino, tra Ostuni e Fasano.  

A partire dalle prime luci dell’alba, quindi, gli agenti del Commissariato di Pubblica Sicurezza di Ostuni, coordinati dal vice questore Francesco Angiuli,  d’intesa con la PolStrada di Taranto e nell’ambito di una vasta operazione su scala nazionale, battezzata "Escalation" - cui hanno partecipato anche le squadre del Compartimento Polizia stradale per la Puglia, Caserta e Salerno, il Commissariato di Martina Franca ed il Nucleo Operativo Radiomobile dei carabinieri di Gioia del Colle - hanno eseguito due dei tredici decreti di perquisizione domiciliare a carico di altrettanti soggetti indagati per i reati di furto e ricettazione, prevalentemente, di escavatori, detenzione e porto abusivo di armi comuni da sparo.

L’indagine, avviata dalla Polizia Stradale di Taranto, era scaturita da un furto consumato nel mese di gennaio scorso (due escavatori, trafugati a danno di altrettante aziende di Mottola, in provincia di Tarato). Per effetto dell’accurata analisi degli elementi rilevati nell’ambito dei sopralluoghi eseguiti proprio a Mottola, a margine anche di altri furti del medesimo genere, la Procura di Taranto aveva aperto un’inchiesta. L’attività investigativa, coordinata dal Pm della Procura della Repubblica di Taranto, Giovanna Cannarile si sarebbe concentrata anche nei confronti di un paio di personaggi della malavita della zona.

Indagati, per la precisione, un giovane di Francavilla Fontana ed un altro di Ceglie Messapica). Entrambi finiti al centro della complessa e strutturata attività investigativa che ha consentito l’individuazione di ben tredici persone, residenti nella provincia di Brindisi, Taranto, Bari, Caserta e Salerno, dedite al furto e successiva ricettazione di macchine operatrici, sostanzialmente destinate a compiacenti acquirenti, anche stranieri.

Così alle prime luci del mattino di oggi sono state eseguite le perquisizioni, al culmine dell’attività investigativa. I blitz, eseguiti in contemporanea dalla Campania in Puglia,  hanno permesso di sequestrare complessivamente: tre fucili tipo caccia e numerose cartucce detenute illegalmente; quattro  macchine operatrici di illecita provenienza; un autocarro e un organo propulsore per veicolo industriale di  provenienza furtiva; una serie di targhette di identificazione contraffatte e una rilevante quantità di documenti.

Quest’ultimo materiale (targhette di identificazione contraffatte e una rilevante quantità di documenti), è stato rinvenuto e sequestrato dai poliziotti del Commissariato di Ostuni, durante l’irruzione presso le abitazioni del francavillese e del cegliese. Il materiale rinvenuto è ritenuto di particolare importanza, essendo fondamentale per la prosecuzione delle complesse ed articolate indagini.

Il personale che ha condotto tale attività – sottolineano gli investigatori -  ha dovuto profondere particolare impegno ed applicazione e, soprattutto, esprimere competenza ed esperienza nel dover neutralizzare ogni possibile interferenza finalizzata ad eludere o deviare le investigazioni, sia con riferimento  all’individuazione dei soggetti interessati (a causa delle illecite attività dettagliatamente pianificate), sia per poter attivare, in tempi rapidi, anche altri uffici di polizia, spesso distanti da luoghi interessati e di differenti forze di polizia”.

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