Furti, l'ira dei diportisti/ Video

BRINDISI - Sono molto arrabbiati (per non usare un altro termine) i diportisti del Marina di Brindisi, dopo l'ennesimo furto subito giovedì sera intorno alle ore 21.30. Questa volta il danno è in conto non ad una, nemmeno a due ma bensì a tre famiglie. Un'imbarcazione, un natante e un gommone, sono stati rubati da tre individui che indossando mute da sub hanno raggiunto i pontili del porticciolo - così come confermato dagli inquirenti che hanno visionato i filmati del sistema di videosorveglianza – a nuoto, sono saliti a bordo e dopo aver tagliato gli ormeggi e aver avviato i motori sono fuggiti, il tutto in pochissimi minuti.

La cima di ormeggio tagliata

BRINDISI - Sono molto arrabbiati (per non usare un altro termine) i diportisti del Marina di Brindisi, dopo l'ennesimo furto subito giovedì sera intorno alle ore 21.30 (video). Questa volta il danno è in conto non ad una, nemmeno a due ma bensì a tre famiglie. Un'imbarcazione, un natante e un gommone, sono stati rubati da tre individui che indossando mute da sub hanno raggiunto i pontili del porticciolo - così come confermato dagli inquirenti che hanno visionato i filmati del sistema di videosorveglianza – a nuoto, sono saliti a bordo e dopo aver tagliato gli ormeggi e aver avviato i motori sono fuggiti, il tutto in pochissimi minuti.

Ovviamente avevano scelto con cura nei giorni precedenti quale imbarcazioni portarsi via, tutte spinte da fuoribordo Yamaha, studiando quale sistema adottare aggirare la mancanza delle chiavi di avvio dei motori. “Non c'è sicurezza e nè la dovuta vigilanza", è ciò che numerosi proprietari di barche ormeggiate nel Marina hanno continuato a ripetere durante l'appuntamento che si erano dati oggi pomeriggio presso il porticciolo turistico.

Erano più di 30 i proprietari riunitisi per discutere sul da farsi dopo i furti di due sere fa. Erano presenti anche Michele Verga e sua moglie Carla Zocco, proprietari dell'imbarcazione che è stata rubata sul molo C, una pilotina di sette metri con due motori Yamaha fuoribordo, del valore superiore ai 30mila euro, acquistata pochi giorni prima e che lo stesso signor Verga aveva utilizzato sino alle ore 18, per una battuta di pesca, la sera stessa del furto.

"Io non posso rimetterci i risparmi di vent'anni di lavoro per colpa loro (si riferisce alla società di gestione Bocca di Puglia Spa, ndr) - sottolinea Carla Zocco insieme al marito Michele Verga durante l'incontro -. Non c'era nessuno davanti alle telecamere per accorgersi che qualcuno stava portando via la barca? Dov'è la vigilanza, dov'è la sicurezza in questo porticciolo?”, si chiede continuamente la signora. “ Noi paghiamo quasi 2mila euro all'anno per cosa? Per uno specchio d'acqua? Noi siamo stati avvisati da un amico ieri mattina e non dal Marina. Alle 10 nessuno si era ancora accorto che le barche mancavano".

I toni sono alti, accesi e si ripetono tra i proprietari giunti al Marina. Chi non è stato vittima di furto, fortunamente, è allo stesso modo preoccupato, visto che le imbarcazioni non sono comunque sicure - secondo i proprietari - se portate vie in modo così semplice. Minacciano di non pagare la quota mensile, ad iniziare dal prossimo anno. Altri proprietari, anche della provincia di Lecce che hanno le barche ormeggiate a Brindisi, sono giunti nel pomeriggio per controllare che fosse tutto a posto perchè in allarme anche loro per l'ennesimo furto consumatosi giovedì sera.

"Chiunque può entrare e rubare qui dentro? - si chiedono i diportisti - Perchè in altri porticcioli d'Italia tutto ciò non avviene? Devono trovare una soluzione, noi non possiamo pagare e non dormire la notte perchè qui le imbarcazioni non sono in sicurezza. Il nostro porticciolo è diventato lo zimbello d'Italia. E', oramai, il supermercato delle barche. Se un mese paghiamo con qualche giorno di ritardo il badge, la sbarra all'entrata non si apre; però poi dobbiamo subire i furti?".

La riunione è andata avanti per circa un'ora e mezza, quindi la stampa prima, e i diportisti dopo, sono stati accolti dai rappresentanti di Bocca di Puglia Spa, negli uffici al primo piano. C'erano l'amministratore delegato Ilaria Ricchiuto e l'ex amministratore, nonchè suo padre, Tommaso, insieme ad altri tre componenti della società.

"Siamo dispiaciuti per ciò che è successo - ha detto Tommaso Ricchiuto - .Siamo qui oggi, così come stiamo facendo da ieri per lavorare e trovare una soluzione e sperare che si trovino i malfattori che hanno operato l'altra sera. Dalle telecamere si è visto che erano in tre con addosso una muta da sub e giunti a nuoto, forse arrivati dalla diga, sono saliti sulle barche, hanno messo in moto e in meno di due minuti hanno compiuto il furto. Questa non è stata l'unica volta ma speriamo che possa essere l'ultima. Purtroppo il porto non si può chiudere, quindi non si può scongiurare che ciò non avvenga".

L'amministratore delegato della società Bocca di Puglia Spa ha sottolineato: "Raddoppieremo la sorveglianza, da una unità si passerà a due. Purtroppo se un sorvegliante è sui moli per fare il controllo non può stare in ufficio a guardare i monitor anche se i tre che hanno agito giovedì non sono usciti fuori dall'acqua se non solo per salire a bordo delle barche quindi sarebbe stato difficile vederli. Adesso faranno le ronde per scongiurare che si ripetano situazioni come questa. Stiamo anche valutando di inserire i sistemi con Gps sulle barche e inoltre un codice etico. Stiamo studiando un piano ad hoc".

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Il Porticciolo Turistico di Brindisi è il più grande della Puglia e conta 640 posti. Il furto avvenuto giovedì sera, tra le 21.30 e le 21.45 - così come accertato dagli agenti della Sezione Volanti della Questura di Brindisi che hanno aperto l'indagine per ricostruire le dinamiche della nuova incursione notturna tra gli ormeggi - è l'ultimo di una lunga serie al Marina di Brindisi. Dove la vigilanza notturna di un patrimonio di milioni di euro è stata affidata ad una sola persona.

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