Furti nella zona industriale, condanna definitiva per sei brindisini

La Cassazione respinge i ricorsi per tutti, ad eccezione di Francesco Pugliese per il quale annulla con rinvio. Ruolo di capo dell’associazione contestato ad Antonio Leo

BRINDISI – A distanza di tre anni dal blitz della Squadra Mobile, diventano definitive le accuse con conseguenti condanne nei confronti di sei brindisini, ritenuti appartenenti a un’associazione finalizzata alla commissione di una serie di furti ai danni delle aziende della zona industriale della città.

Polizia nella zona industriale-2

La Cassazione

I giudici della seconda sezione penale della Corte di Cassazione hanno dichiarato non ammissibili i ricorsi presentati dai difensori degli imputati, ad eccezione di quello discusso dall’avvocato Francesco Cascione in favore di Francesco Pugliese, 32 anni, di Brindisi: annullamento con rinvio, solo in questo caso. Di conseguenza, per l’imputato sarà celebrato un nuovo processo d’appello dinanzi ad altra corte d’appello per la rideterminazione della pena. Era stato condannato a un anno, nove mesi e 300 euro di multa dal collegio salentino presieduto da Vincenzo Scardia.

Le condanne definitive

Definitive, quindi, da eseguire le seguenti pene, dopo il terzo e ultimo grado di giudizio: Antonio Leo, 35 anni di Brindisi, tre anni, sei mesi di reclusione più 1.200 euro di multa; Davide Picciolo, 35 anni, di Brindisi, tre anni e sei mesi di reclusione più 1.400 euro di multa; Antonio Caforio, 47 anni, di Brindisi, tre anni e sei mesi di reclusione più mille euro di multa; Orazio Lagatta, 25 anni, di Brindisi, otto mesi e 200 euro di multa; Cosimo Schena, 27 anni, di Brindisi, un anno e nove mesi più 400 di multa, e Giovanni Valenti, 30 anni, di Brindisi, un anno e 400 euro di multa.

Operazione industrie sicure,Le basi logistiche-2

L’associazione per delinquere e i furti

Leo,  Picciolo, Caforio e Schena sono accusati di aver fatto parte di “un’associazione per delinquere finalizzata alla commissione di reati di furto di rame, acciaio e altri materiali presso siti fotovoltaici e opifici industriali di Brindisi”. A Leo la Procura di Brindisi ha contestato il ruolo di “capo” del sodalizio, perché – si legge nel capo di imputazione – “adottava le decisioni operative, attribuendo a ciascun associato un ruolo specifico”.

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L’inchiesta della Mobile

Le indagini furono coordinate dal sostituto procuratore Marco D’Agostino  e delegate agli agenti della Squadra mobile di Brindisi. Tra le aziende prese di mira, figurano le sedi della Scandiuzzi, della Monteco  e della Leucci Group. Ricostruiti anche alcuni episodi di furti nei campi fotovoltaici. Il blitz portò agli arresti il 25 febbraio 2015 e venne tenuto a battesimo come “Industrie sicure” perché nei mesi precedenti erano state diverse le segnalazioni di furto provenienti dalla zona industriale. Al processo nessuna delle aziende che il pm aveva indicato come parti offese si è costituta parte civile.

 

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