Furto di rame nell’ex Base Usaf: assolto per non aver commesso il fatto

Il Tribunale riconosce l’innocenza di Salvatore Balestra, 31 anni, di Brindisi: il pm aveva chiesto la condanna a un anno e otto mesi

BRINDISI – Accusato di aver partecipato, come complice, a tre furti di rame all’interno dell’ex Base Usaf, è stato assolto dopo un processo durato due anni e mezzo: per il Tribunale Salvatore Balestra, 31 anni, non ha commesso il fatto.

La sentenza

mauro durante-8La conclusione è del giudice Francesco Cacucci, di fronte al quale è stato incardinato il dibattimento, scaturito dall’inchiesta nella quale furono coinvolti tre brindisini. Gli altri due, una volta chiuse le indagini e rinviati a giudizio, chiesero e ottennero il patteggiamento della pena.

Balestra, difeso dall’avvocato Mauro Durante (nella foto accanto) del foro di Brindisi, è stato il solo a rinunciare a riti alternativi. Il pubblico ministero aveva chiesto la condanna alla pena di anno e otto mesi, nel corso della requisitoria.

La difesa

Il penalista, nella sua arringa, ha illustrato al Tribunale alcune mappe per dimostrare che le celle telefoniche agganciate dal cellulare in uso a Balestra fossero effettivamente quelle a copertura della zona in cui si trova la sua abitazione. Area nella quale rientra la ex Base Usaf.

Le intercettazioni

Fonti di prova erano costituite da una serie di intercettazioni telefoniche, disposte all’indomani dell’irruzione di quattro persone nella sede di una ditta di rottamazione: il 9 maggio 2015 il gruppo riuscì a entrare con un’Alfa Romeo, uno dei quattro esplose “diversi colpi di arma da fuoco contro” umo dei titolari. Lo stesso giorno, il 13 maggio, in cui furono autorizzate le intercettazioni, due brindisini furono denunciati perché “ritenuti responsabili di furto di rame all’interno della ex Base Nato”.

I furti contestati

Gli stessi vennero sorpresi con arnesi da scasso e cavi di rame dopo aver tranciato la rete metallica in un punto del perimetro dell’ex Base Usaf. Tre i furti di rame contestati: il primo il 24 maggio 2015, il secondo il 25 e il terzo il 27 maggio con identiche modalità.

Balestra venne ritenuto un complice della coppia e secondo l’accusa, per organizzare i furti, avrebbero usato un linguaggio in codice parlando di casa per intendere Base. Lettura che il difensore dell’imputato ha sostenuto non corrispondere al vero. Per le motivazioni bisognerà aspettare novanta giorni.

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