Lo strano gemellaggio Brindisi - Moldavia e il viaggio di Loiacono a Chisinau

Perché mai Brindisi, città d'acqua, splendido porto con affaccio sull'Adriatico, meraviglioso scorcio d'Italia che rapì Virgilio, dovrebbe gemellarsi con Chisinau, capitale della Moldavia?

BRINDISI - Perché mai Brindisi, città d’acqua, splendido porto con affaccio sull’Adriatico, meraviglioso scorcio d’Italia che rapì Virgilio, dovrebbe gemellarsi con Chisinau, capitale della Moldavia? Non v’è nel quesito alcun intento denigratorio della città straniera, ma unicamente la ricerca di ragioni istituzionali, di affinità profonde, che possano giustificare una stretta di mano a distanza che duri nel tempo. Vero è che Chisinau conta circa 900 mila abitanti, è posta sul fiume Bic, ed è un centro primario per l’industria e i servizi. Le sue aziende principali includono beni di consumo ed elettrodomestici, gomma e tessuti, i principali campi di servizi sono quello bancario e commerciale.

Ma, anche una volta fatti i dovuti approfondimenti, alla ricerca delle motivazioni, che hanno convinto gli amministratori brindisini a intraprendere un’iniziativa di gemellaggio e chiedere come per prassi il parere della presidenza del Consiglio dei ministri, si resta privi di una risposta soddisfacente. Perché erigere un ponte virtuale proprio tra Brindisi e Chisinau? All’insegna di un generico principio di fratellanza di popoli?

Scavando, per cercare la risposta, ci si è imbattuti in un viaggio istituzionale. E’ Luciano Loiacono (Pd), il presidente del consiglio comunale di Brindisi, figura che ha potere di autorizzare gli altri consiglieri per le missioni in giro per l’Italia e il mondo, a partire personalmente per Chisinau per rispondere a un invito del sindaco della città per le celebrazioni del 578 esimo anniversario per la fondazione. L’aereo glielo hanno pagato i brindisini: 300 euro.

Resta, insomma, privo di soluzione l’interrogativo. Perché tanto interesse per la Moldavia? In tempi di ristrettezze 300 euro non sono sicuramente uno spreco per cui gridare allo scandalo, ma sommati alle altre spese per missioni  - vedi, per citare solo il mese di ottobre, il consigliere e imprenditore Antonio Ferrari a Bologna per un convegno sull’edilizia per cui sono stati impegnati 500 euro; la partecipazione del vicesindaco Giuseppe Marchionna, di Andrea Potenza e di Lunella Vecchio a Bologna a un convegno sulle smart city con volo da 1.500 euro, vedi i viaggi dell’assessore Pasquale Luperti, Roma o a Milano, talvolta insieme all’architetto Fabio Lacinio per 300 euro a volta all’incirca – il conto per viaggi istituzionali inizia a divenire salato, nel suo complesso. In linea di massima si viaggia per partecipare a eventi che siano strettamente connessi allo sviluppo del territorio brindisino o alla risoluzione di problematiche di particolare rilevanza per cui si debba andare a Roma al cospetto di un ministro o a prendere parte ad un tavolo tecnico.

L’unico ‘link’ tra Brindisi e Chisinau che è spuntato, dopo ore di telefonate, approfondimenti, richieste, verifiche è il seguente: a Chisinau è nata la compagna e convivente di Loiacono, Galina Marinescu, moldava di origine e brindisina di adozione.

Il presidente del consiglio comunale, Luciano LoiaconoLoiacono è partito il 12 ottobre da Brindisi ed è rientrato il 17 ottobre. Il Comune ha pagato solo il suo viaggio e il pernotto per un giorno attraverso la carte di credito dell’Economo comunale. Per un altro paio di giorni ci ha pensato l’ospitalità del Comune di Chisinau. Sugli altri non vi sono indicazioni. Non è chiaro se Loiacono ci sia andato insieme alla compagna, che se così fosse certamente avrà provveduto di tasca propria, ma sarebbe stato paradossale lasciarla a Brindisi: il 15 ottobre è il compleanno della signora Marinescu.

Quale migliore occasione per tornare qualche giorno nella terra natìa? Del resto, il gemellaggio ormai è cosa fatta. Bisognerà nel tempo mantenere i rapporti con le istituzioni della capitale moldava, continuando sempre a domandarsi: Brindisi, in tutto questo via vai, che ci guadagna? Si cerca spasmodicamente una strada per liberare la città dalle vecchie logiche, per archiviare le opportunità perdute e consentirle di esprimere tutto il suo potenziale. Questa strada, per l’amministrazione in carica di cui Loiacono fa parte evidentemente porta, con tutto il rispetto che le si deve, a Chisinau. 

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