"Gubbia" di rame rubato: 4 arresti

BRINDISI – Un nascondiglio di rame rubato mimetizzato nella zona dei “Campi calabresi”, in contrada Pigna Flores, e dopo giorni di ricerche e appostamenti, nella mattinata odierna il blitz di Squadra mobile e Sezione volanti che ha consentito il recupero di sei tonnellate del prezioso metallo, e il fermo di polizia giudiziaria di quattro persone, i brindisini Antonio Andriola di 45 anni, e Salvatore Colaci di 43 anni, ed i baresi Salvatore D’Astice di 43 anni e Alfonso Loizzi di 52 anni. Sequestrati, oltre ai cavi rubati, il camion dei due baresi, un motocarro Ape che risulta oggetto di denuncia per furto – ma la cosa è in fase di verifica – e una Volkswagen Passat dei brindisini.

Il camion con il rame recuperato

BRINDISI – Un nascondiglio di rame rubato mimetizzato nella zona dei “Campi calabresi”, in contrada Pigna Flores, e dopo giorni di ricerche e appostamenti, nella mattinata odierna il blitz di Squadra mobile e Sezione volanti che ha consentito il recupero di sei tonnellate del prezioso metallo, e il fermo di polizia giudiziaria di quattro persone, i brindisini Antonio Andriola di 45 anni, e Salvatore Colaci di 43 anni, ed i baresi Salvatore D'Astice di 43 anni e Alfonso Loizzi di 52 anni. Sequestrati, oltre ai cavi rubati, il camion dei due baresi, un motocarro Ape che risulta oggetto di denuncia per furto – ma la cosa è in fase di verifica – e una Volkswagen Passat dei brindisini.

L’operazione è scattata attorno alle 7 del mattino, quando la polizia ha avuto la percezione della presenza nella zona sospetta di movimenti rivelatori della presenza della banda di razziatori di rame. Nei giorni precedenti gli investigatori, sulla base di una traccia emersa nel corso dell’attività di indagine, avevano circoscritto una vasta area tra il quartiere S. Elia e la zona di Masseriola. Ma non era stato possibile individuare il deposito. La polizia sapeva che i ladri trasportavano il rame rubato utilizzando un trattore con rimorchio. Per giorni sono state seguiti solchi lasciati dai trattori nella terra umida, in una circostanza addirittura per 8 chilometri. Ma senza esiti.

La svolta, appunto, nelle prime ore del mattino di oggi. I tre automezzi raggruppati attorno ad un casolare abbandonato costituivano un segnale più che probante. Le pattuglie della Squadra mobile e della Sezione volanti si sono dirette verso la casa colonica, ma erano state avvistate a loro volta. In quel frangente i ladri di rame avevano già completato il carico del rame e dei cavi ancora da ripulire e lo stavano mimetizzando con rottami ferrosi. E certamente la destinazione doveva essere un parco di raccolta di materiali ferrosi. Ma quale? Questo è ancora da stabilire.

In ogni caso, all’arrivo della polizia il camion è partito cercando una via di fuga. I due brindisini a bordo della Passat hanno cercato di coprirgli la fuga sbarrando la strada alle volanti, ma il tentativo ha ottenuto il risultato di ritardare solo di pochi minuti degli stessi Colaci e Andriola, che abbandonata l’idea del blocco, si erano dati a loro volta alla fuga per essere però raggiunti dopo 500 metri.

Si è arreso subito anche Loizzi, che data la stazza non sarebbe riuscito a fare molta strada a piedi tra i campi. Quello che ha dato più filo da torcere è stato D'Astice, che ha obbligato i poliziotti a cercarlo per oltre mezz’ora. Alla fine lo ha scovato l’ispettore Pasquale Carlino della Mobile: D'Astice si era messo a bagno nelle acque non limpidissime del vicino Canale Patri, in quel punto fitto di canneti, ma l’investigatore ha avvistato la sua testa che faceva capolino tra le piante.

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Tutti e quattro i fermati rispondono di ricettazione in concorso, mentre per tre di loro – escluso Loizzi – è scattata anche la denuncia per resistenza a pubblico ufficiale. Le indagini proseguono per individuare gli altri livelli della banda che organizzava e portava a segno furti in tutta la provincia, principalmente ai danni di impianti fotovoltaici. Da ricordare che recentemente la multinazionale Global Solar Fund Capital aveva ipotizzato anche il blocco degli investimenti a causa dei danni patiti dai ladri di rame: circa 7 milioni di euro in varie zone del Salento.

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