I cani felici di Sabrina Wright

S.VITO DEI NORMANNI – Qual è il popolo europeo con il maggior feeling per i cani? Non ci sono dubbi: gli inglesi. Una passione che funziona anche in formato export, visto che su 81 famiglie di residenti britannici in dieci centri del Brindisino presi in considerazione da una statistica, i cani sono 405, con una media di cinque per nucleo familiare, mentre il rapporto proprietari italiani-cani negli stessi comuni è di uno a uno. Il dettaglio non è secondario, per la storia che andiamo a raccontare, che è quella di Sabrina Wright, una ragazza inglese di 26 anni che nel 2009 ha raggiunto a S.Vito dei Normanni i genitori Neil e Graziella, stabilitisi in una dimora di campagna già da qualche tempo per godersi l’età della pensione al caldo – rispetto al clima delle Isole Britanniche – e in un contesto favorevole da molti altri punti di vista.

Sabrina Wright con Baby, il cane di famiglia

S.VITO DEI NORMANNI – Qual è il popolo europeo con il maggior feeling per i cani? Non ci sono dubbi: gli inglesi. Una passione che funziona anche in formato export, visto che su 81 famiglie di residenti britannici in dieci centri del Brindisino presi in considerazione da una statistica, i cani sono 405, con una media di cinque per nucleo familiare, mentre il rapporto proprietari italiani-cani negli stessi comuni è di uno a uno. Il dettaglio non è secondario, per la storia che andiamo a raccontare, che è quella di Sabrina Wright, una ragazza inglese di 26 anni che nel 2009 ha raggiunto a S.Vito dei Normanni i genitori Neil e Graziella, stabilitisi in una dimora di campagna già da qualche tempo per godersi l’età della pensione al caldo – rispetto al clima delle Isole Britanniche – e in un contesto favorevole da molti altri punti di vista.

Sabrina è una persona dotata di un rapporto straordinario con gli animali, fondato sostanzialmente sul rispetto dei loro diritti e da un altrettanto forte sensibilità per le loro sofferenze, spesso inflitte dall’uomo. E’ nata, Sabrina, con questa forza nel cuore che sin da giovanissima età l’ha spinta a prendersi cura nel Surrey di cavalli vecchi o ammalati destinati all’abbattimento. Lei ne ha aiutati parecchi, curandoli e addestrandoli e facendoli diventare cavalli da sella, utili per un moderato esercizio equestre, le passeggiate tra i sentieri delle campagne inglesi. Poi è scoccata anche la scintilla per i cani, e diremo tra breve come e perché, sino al punto da desiderare, una volta raggiunti i genitori a S.Vito, dedicarsi alla causa dei randagi e degli esemplari abbandonati.

A breve Sabrina Wright aprirà una pensione per cani tra gli ulivi, sostenuta dai genitori, "Happy Paws", zampe felici. Il padre, a lungo dirigente di una società e specializzato in contabilità aziendale, le ha preparato il piano economico dell’impresa, la madre la consiglia e spesso – ammette la signora Graziella, di origini milanesi – ha dovuto frenarne la generosità, visto che tra la casa dei genitori e quella di Sabrina i cani – in cura e di famiglia – sono quasi una dozzina. Ma il punto è, secondo i Wright, che molta gente adotta cani nel periodo primaverile quando si trasferisce nelle case di campagna per la stagione calda, e li abbandona quando rientra nelle case di città. E’ una questione sociale e culturale, che richiederà qualche generazione per essere corretta, ma intanto cosa fare? La Asl e i Comuni hanno fondi limitati e mantenere gli animali nei canili è un onere molto grande per le amministrazioni locali, mentre le strutture di accoglienza fondate sul volontariato sono molto poche.

Ci può essere spazio per altro, come una forma di accoglienza privata che serva anche ad educare la gente a scegliere un’alternativa all’abbandono. Da qui l’idea di Sabrina Wright di avviare una piccola pensione, un progetto per ora a dimensione delle sue possibilità finanziarie, non più di 12-15 posti in un’area di 14mila metri quadrati (rogito in perfezionamento, mutuo già contratto) con 72 piante di olivo e delle comode cucce in fase di installazione. Il numero di ospiti non può essere inizialmente superiore perché dovrà occuparsi di tutto Sabrina, con l’aiuto di padre e madre. Ovviamente è stato avviato il necessario iter autorizzativo con l’autorità veterinaria perché l’iniziativa corrisponda agli standard di legge. Gli Wright elogiano i funzionari Asl con cui sono entrati in contatto: “Sono persone molto gentili e disponibili”, dicono. Un po’ di sperimentazione Sabrina l’ha già fatta tenendo per alcuni giorni i cani di amici inglesi o di famiglie italiane che la conoscono.

Ma non è certo finalizzato al perfezionamento del rapporto con gli animali, questo periodo di prova. Sabrina ama i casi difficili e li risolve. In Inghilterra, quando si occupava solo di cavalli, le portarono un cane da caccia, una femmina meticcia con sangue di pointer nelle vene, che era rimasta irrimediabilmente sorda a causa delle fucilate esplose a distanza troppo ravvicinata. Per tutti, Lady non poteva certo convivere con i cavalli: la sua sordità le avrebbe impedito di percepire i pericoli, innanzitutto. Sabrina invece pensava che Lady poteva essere addestrata per superare questo suo handicap che l’aveva sprofondata in un mondo senza suoni. Lo fece e ci riuscì, basandosi solo sul proprio istinto e la propria sensibilità, insegnandole ad obbedire ad una serie di comandi gestuali, come si fa con le persone non udenti. Nello stesso modo, ci racconta la madre Graziella, a S.Vito si è occupata del cane – anche questa una femmina – priva della vista però dotata di una tale forza vitale da spingerla ad inseguire le auto in transito superando il muretto della villa.

La padrona della cagnetta cieca viveva nel terrore di vederla prima o poi travolta dalle ruote di un veicolo. E anche in quel caso l’intervento di Sabrina è stato decisivo, perché è riuscita ad addestrare la nuova allieva in maniera tale che la stessa, superata la soglia di casa, al rumore di un’auto in transito non abbandoni più la veranda. L’ultima storia che vogliamo raccontare nasce da un’atrocità. Un giorno di fine 2010, una coppia di signori inglesi a passeggio lungo il litorale di Specchiolla ha visto il muso di un cane che sporgeva dall’acqua gelida. La marea stava per sommergere interamente l’animale. La donna si è tolta le scarpe ed è entrata in acqua senza esitare: il cane, un pastore tedesco, era stato legato per il collo ad un blocco di roccia e abbandonato al proprio destino da una persona indefinibile. La povera bestia è stata liberata ma era talmente traumatizzata da diventare diffidente sino all’aggressività. E stato difficile trasportarla a casa dei suoi soccorritori, ma poi il pastore tedesco era diventato addirittura inavvicinabile. Soffriva: gli avevano lacerato la zona dell’occhio sinistro con una bastonata o una sassata, e aveva una zampa posteriore rotta, si scoprirà poi.

E’ stata Sabrina Wright ad avvinare il cane condannato a morte (non senza difficoltà), a fargli accettare nuovamente il cibo e gli esseri umani, e poi un giorno a riportarlo su quella spiaggia per fargli capire che il mare può essere amico, un gioco piacevole, e che tutto in fondo dipende dalla natura umana. Sabrina ha un altro sogno nel cassetto, ci rivela la madre: un piccolo maneggio per l’ippoterapia, per potersi occupare insieme di cavalli e bambini diversamente abili. Speriamo ci riesca.

Le statistiche dei proprietari di cani in 10 Comuni

“Chi non ha mai posseduto un cane, non può sapere cosa significhi essere amato” Schopenhauer. In tutto il mondo, c è chi si affida all’amore incondizionato di un animale domestico, per addolcirsi la vita. Anche a Brindisi e provincia, in media, molte le famiglie hanno un cane in casa.

I dati dell’Acir – anagrafe canina informatizzata regionale, aggiornata al 31 dicembre 2010, attesta che i cani denunciati dai proprietari nei comuni di San Vito dei Normanni, Brindisi, Latiano, Carovigno, Ostuni, San Michele Salentino, Mesagne, Ceglie Messapica, Francavilla Fontana, Oria, Cisternino e Fasano, sono ben 21.360. La città con più proprietari di cani è la città capoluogo con 4.944 mila cani su una popolazione di 89.780 abitanti. E lo studio fatto dal papà di Sabrina Wright, Neil, – manager in pensione - è proprio puntato sulle famiglie che posseggono almeno un cane in casa sul territorio brindisino.

Il signor Wright si è potuto rendere conto che il progetto – sogno della figlia 26enne, nella provincia di Brindisi - potrebbe risultare un aiuto concreto per far diminuire il tasso di abbandono di cani, e una opzione per chi non sa a quale struttura affidare il proprio animale domestico in caso di assenza momentanea. Una pensione o un B&B for Dogs potrebbero costituire uno stimolo utile a non pensare nemmeno di abbandonare il membro a quattro zampe della famiglia.

I dati regionali dell’Acir sono anche aggiornati sui proprietari inglesi residenti nei comuni citati precedentemente: si tratta di 81 famiglie per 405 cani. Il comune capofila è Ostuni insieme a San Vito dei Normanni, con 18 proprietari inglesi di cani ciascuno. Mentre le famiglie brindisine che posseggono almeno un cane sono 21.253 su 21.360 mila cani totali. Insomma facendo un piccolo e veloce calcolo, le famiglie inglesi amano i cani più di quelle brindisine. Infatti quelle inglesi hanno in media 5 cani per famiglia, mentre quelle brindisine solo uno.

Lo studio è finalizzato anche a definire il bacino di utenza che potrebbe avere l’iniziativa di Sabrina Wright, con tanto di distanze chilometri dalla nascente pensione “Happy Paws”.

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