I misteri sulla morte di Palmina: “Chi l’ha visto?” insegue la verità

FASANO - Trent’anni fa la sua morte, atroce e violenta, scosse l’opinione pubblica locale e nazionale. “Chi l'ha visto?” (in onda eccezionalmente domani, martedì 15, alle 21,10, su Raitre) vuole riaprire la storia di Palmina Martinelli, la quattordicenne di Fasano deceduta nel novembre del 1981 e che l’accusa ha sempre sostenuto fosse stata data alle fiamme perché si rifiutava di prostituirsi. Prima di morire a seguito delle gravissime ustione riportate, la ragazza era riuscita a fare i nomi dei suoi presunti aguzzini, ma il caso venne chiuso come suicidio.

Palmina Martinelli

FASANO - Trent’anni fa la sua morte, atroce e violenta, scosse l’opinione pubblica locale e nazionale. “Chi l'ha visto?” (in onda eccezionalmente domani, martedì 15, alle 21,10, su Raitre) vuole riaprire la storia di Palmina Martinelli, la quattordicenne di Fasano deceduta nel novembre del 1981 e che l’accusa ha sempre sostenuto fosse stata data alle fiamme perché si rifiutava di prostituirsi. Prima di morire a seguito delle gravissime ustione riportate, la ragazza era riuscita a fare i nomi dei suoi presunti aguzzini, ma il caso venne chiuso come suicidio.

A sollecitare la trasmissione di RaiTre ad occuparsi del giallo di Fasano sarebbe stato la sorella di Palmina, Mina Martinelli, all'epoca quindicenne . Oggi ha 44 anni ed insegue la verità. Nel 1988 i due imputati maggiori - i fratellastri Enrico Bernardi e Giovanni Costantini, all’epoca ventenni - furono infatti assolti, per non aver commesso il fatto, dalla Corte di Cassazione, che aveva rigettato il ricorso della Corte di Appello del capoluogo pugliese. Accusati d'aver dato fuoco alla ragazza, dopo averla cosparsa di alcool, poiché non aveva accettato di prostituirsi, Bernardi e Costantini, erano già stati assolti in primo ed in secondo grado, per insufficienza di prove. I fatti risalgono al novembre del 1981.  Palmina Martinelli venne ritrovata in fin di vita nella sua abitazione, a Fasano.

Gli investigatori puntarono immediatamente i loro sospetti sui fratellastri, ritenendoli responsabili dell'aggressione a Palmina, morta in ospedale, a Bari, dopo un paio di settimane di atroci sofferenze. I primi arresti avvennero cinque giorni dopo la scoperta del fatto. Tra coloro che finirono in carcere ci fu Enrico Bernardi. Poi, successivamente su mandato di cattura del giudice istruttore Emilio Marzano furono incriminati ed arrestati altri, compreso Costantini, considerato dal magistrato corresponsabile con il fratellastro Bernardi di omicidio volontario. Le prove portate dall' accusa a sostegno delle tesi di colpevolezza non ressero né in primo né in secondo grado, fino a crollare in Cassazione. Circostanza che 22 anni fa pose fine alla vicenda processuale definitivamente, confermando i precedenti giudizi assolutori.

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