"Il comunicato sulla legalità della Lista Ferrarese scopiazzato da un magazine on line"

MESAGNE - Hanno scopiazzato e a piene mani. Se ne sono accorti, e lo segnalano, i giovani del Partito Democratico di Mesagne con un comunicato diffuso oggi. "I Giovani Democratici di Mesagne non hanno potuto fare a meno di seguire con interesse e allarme sociale le ultime vicende criminose che hanno seriamente compromesso il quieto vivere dei mesagnesi violando il principio di Legalità e in particolar modo hanno potuto valutare l’intervento della Lista Ferrarese sul punto. Leggendo attentamente il contenuto dell’interessante comunicato, hanno potuto constatare delle analogie più che evidenti con un altrettanta interessante intervista a Michele Illiceto in seguito alle ultime vicende di cronaca, riguardanti il comune di Manfredonia".

Mesagne, la Porta Grande

MESAGNE - Hanno scopiazzato e a piene mani. Se ne sono accorti, e lo segnalano, i giovani del Partito Democratico di Mesagne con un comunicato diffuso oggi. "I Giovani Democratici di Mesagne non  hanno potuto fare a meno di seguire con interesse e allarme sociale le ultime vicende criminose che hanno seriamente compromesso il quieto vivere dei mesagnesi violando il principio di Legalità e in particolar modo hanno potuto valutare l’intervento della Lista Ferrarese sul punto. Leggendo attentamente il contenuto dell’interessante comunicato, hanno potuto constatare delle analogie più che evidenti con un altrettanta interessante intervista a Michele Illiceto in seguito alle ultime vicende di cronaca, riguardanti il comune di Manfredonia".

Intevista apparsa, a firma di Anna Castigliego, sul magazine online Manfredonia.net il 3 luglio scorso. "Che due o più persone a distanza possano avere le stesse idee è normale e lecito, che due o più Comuni molto distanti tra loro possano avere gli stessi problemi è già meno probabile ma che addirittura si possano scrivere le stesse identiche parole a distanza di centinaia di chilometri ci sembra inverosimile", dicono i giovani del Pd locale.

"Se così fosse, oltre a rimanere basiti e delusi, ci chiederemmo come sia stato possibile affrontare un tema, quale quello della Legalità, in maniera così superficiale. Se così fosse, la vicenda - concludono i Giovani Democratici - sarebbe ancora più grave, perché ci saremmo aspettati una maggiore capacità di elaborazione, di pensiero e di analisi, soprattutto alla luce delle ultime tristi vicende che  hanno riguardato la nostra città".

Ma così è, almeno per quanto riguarda i contenuti del comunicato della Lista Ferrarese di Mesagne. BrindisiReport.it ha verificato, e qui di seguito riporta integralmente la presa di posizione della Lista Ferrarese con in corsivo le parti riprese integralmente dall'intervista di Manfredonia.net (che si può visionare digitando il link http://www.manfredonia.net/2/10/12/14187).

Il comunicato della lista Ferrarese per Mesagne

I fatti criminosi e di violenza che in questi ultimi mesi hanno conosciuto una spaventosa escalation nella nostra città, spingono un po’ tutti a fare una seria riflessione su un ritorno così forte del fenomeno della illegalità, allo scopo di cercare di individuare, da un lato, le ragioni, e dall’altro, le vie per combatterla, nella speranza di vederla debellata definitivamente. Pensiamo che una prima causa sia da individuare nella frammentazione individualistica della vita sociale. Tale individualismo è il retroterra culturale che favorisce l’attecchire delle organizzazioni criminali. Nonostante la grande opera compiuta in passato di rinsaldare il vincolo sociale e il senso di comunità, Mesagne rivive la crisi del senso di legalità come elemento di una crisi dello spazio sociale. L’illegalità si nutre e si nutrirà sempre di un tessuto sociale sfilacciato e la forza della criminalità non sta tanto nella capacità di saper tessere rapporti di connivenza, ma nel silenzio di una comunità che il più delle volte sceglie di assistere impotente e passivamente nei confronti di quanti con attività illecite cercano di controllare settori strategici dell’economia locale.

Di tutto questo certamente responsabile è anche una certa lacerazione dei legami sociali che fa della comunità una chimera, e non una realtà a cui di fatto si appartiene. Per questo motivo quando accade un fatto criminoso c’è un’indignazione più di tipo individuale, sottoforma di semplice rammarico, piuttosto che di tipo sociale. A tutto ciò poi si va ad aggiungere il rischio, se non si corre subito ai ripari, di un clima di assuefazione, che potrebbe portare la maggior parte delle persone a credere che l’illegalità e la criminalità siano quasi un male inevitabile. Gli ultimi tentativi di omicidio, nella nostra città, poi hanno contribuito, a favorire il dilagare un senso di paura, di rassegnazione e di sfiducia nella comunità che si sente come sconfitta, fino a volte anche atteggiamenti dichiaratamente omertosi. Tutti questi elementi miscelati tra di loro sembra aver generato nell’intera città un diffuso senso di impotenza.

Di certo non bastano reazioni isolate, o di facciata, o peggio puramente strumentali. Ma bisogna unire le energie di tutta la città e concertare insieme una intelligente strategia di lotta al fenomeno criminoso, come anche generare una reazione a catena di tutti i cittadini per stimolare in loro una sana indignazione, non solo nei confronti delle attività della grande criminalità organizzata, ma anche nei riguardi di episodi di piccola e diffusa illegalità. Non ci può, infatti, essere lotta alla criminalità senza avere delle giuste motivazioni per farlo.

Dovremmo in primo luogo riappropriarci di tali motivazioni e rafforzarle con un sistema educativo e di sensibilizzazione capace di coinvolgere tutti, in particolare, le nuove generazioni. La criminalità costituisce un grave ostacolo ad uno sviluppo armonico ed equo del paese, in quanto arreca un enorme danno all’economia locale, rubando in tal modo risorse all’intera collettività.

Fatte nostre tali motivazioni, allora si può pensare di intraprendere una seria lotta al fenomeno criminoso locale, la quale però, oltre ad una maggiore attività di controllo da parte delle forze dell’ordine, è necessaria una “mobilitazione delle coscienze”. Tutto questo però esige anche a Mesagne nuove forme di partecipazione, evitando la delega facile, o il compromesso spicciolo, rivitalizzando il senso di cittadinanza.

Bisogna trasmettere sempre più che il senso della legalità non è un valore che si improvvisa, esso esige un lungo processo educativo. La sua affermazione e la sua crescita viene ogni giorno affidata alla collaborazione di ognuno. La legalità ovvero il rispetto e la pratica quotidiana delle leggi, costituisce una condizione fondamentale perché vi sia libertà, giustizia e pace tra gli uomini. Ecco perché ogni giusta e buona amministrazione deve, anzi ha tra il dovere principale, insieme alla chiesa, alla scuola, alle associazioni culturali quella di far recuperare i grandi valori dell’esistenza della legalità e che sia sempre e dovunque superata l’omertà che non è affatto un’ attitudine cristiana. Non da ultimo, la nostra piena solidarietà al consigliere Dimastrodonato per il grave atto intimidatorio subito.

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